L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 3 marzo 2015

La Lega di Salvini è contro l'Euro, Fronte Unico nel rispetto delle proprie identità


Lega, Fusaro: “Salvini? Complementare, non fascista, senza riferimenti culturali”

02 Mar 2015

Intervistato da IntelligoNews, il filosofo Diego Fusaro, analizza a 360° il fenomeno Salvini

 a due giorni di distanza dalle sue frasi, durante la manifestazione di sabato a Roma, che tanto stanno facendo discutere il mondo della politica italiana. E non solo. 
Salvini in piazza cita Don Milani, consiglia libri della Fallaci e sulle foibe. Che riferimenti culturali vede nella Lega
«Semplicemente non hanno riferimenti culturali. La cultura e la Lega sono due cose opposte, infatti citano in maniera disordinata e scomposta autori contrapposti tra loro o autori come la Fallaci, pace all’anima sua, che incita all’odio tra civiltà. La Lega sull’Islam dice boiate assurde di cui dovrebbe vergognarsi, sono una contraddizione continua, adesso mettono al collo la bandiera dell’Italia che fino a qualche anno fa volevano dividere. E’ gente con cui non ti puoi rapportare sotto il profilo della logica. Si può capire tutto questo con le parole del principe Amleto: “C’è del metodo nella sua follia», la follia di chi vuole prendere voti pescando nel marasma in cui siamo. Non c’è nessuna cultura nelle sue parole».

A proposito di bandiere, secondo lei, la Lega ha abbandonato la pulsione indipendentista o la sta solo nascondendo?
«La nasconde adesso perché ha capito che prende più voti se si fa promotore della causa sovranista, ma è un partito che vuole fare gli interessi di una parte contro l’altra, gli interessi del Nord contro il Sud, fa ridere definire la Lega sovranista. Voleva usare la bandiera italiana come asciugamano da bagno e ora la mette al collo. Farebbero ridere se non facessero piangere».

Salvini ha detto: “Noi difendiamo i deboli, quello che la sinistra non fa più, Renzi preferisce le banche, Confindustria e Marchionne”. Cosa pensi di questa frase?
«Questa è una frase buona per tutte le stagioni, però se non fai un discorso chiaro non si capisce chi sono i deboli, non ho idea di chi siano per loro i deboli».

Gli esodati, i genitori separati, gli imprenditori in crisi perché ultratassati. Sabato in piazza Salvini aveva la maglietta “Io sto con Stacchio”, il benzinaio che ha ucciso un rapinatore.
«Per me sono frasi ad effetto, confuse, solo per prendere voti».

Anche Berlusconi ha attaccato Salvini, giudicandolo “estremista e velleitario”. Per una volta quindi sei d’accordo con l’ex Cavaliere?

«Sarei d’accordo con Berlusconi se non fosse che lo critico altrettanto duramente, così come critico le sinistre. La Lega Nord non è estremista, magari lo fosse, dice cose raccapriccianti e vergognose, soprattutto sull’Islam, per loro il vero nemico è l’Isis e il terrorismo, non la disoccupazione e il precariato».

Hanno definito Salvini un “fascioleghista”. Sei d’accordo?
«Mi sembra sbagliato, Salvini non è un fascista, quando si usa questa categoria è per delegittimare l’avversario. Salvini va criticato per i punti del suo programma politico, non in questo modo. Io direi che è colui che sta cercando di dare un nuovo look, con maggior sex appeal, alla Lega, rispetto agli anni di Bossi e in parte ci sta riuscendo anche bene».

A livello di comunicazione si muove bene.
«Lui e Renzi sono perfettamente intercambiabili, stanno sulle copertine delle riviste, sono due prodotti del tempo post moderno, come direbbe Lukacs, sono due poli sideralmente opposti ma segretamente complementari».

http://www.intelligonews.it/lega-fusaro-salvini-un-complementare-non-fascista-senza-riferimenti-culturali/

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