L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 marzo 2015

La Russia è Europa

Geopolitical Weekly n.173

di Veronica Castellano e Lorenzo Marinone

Sommario: Cipro, Corea del Sud, Russia, Stati Uniti

CyprusCipro

Il 25 febbraio il Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente cipriota Nicos Anastasiades hanno firmato a Mosca una serie di accordi bilaterali di cooperazione nei settori agricolo, commerciale, tecnologico energetico e della sicurezza. Per quanto riguarda quest’ultimo l’aspetto, è stata concordata l’apertura dei porti ciprioti alla Marina militare russa e si è discussa la concessione di una base aerea a Cipro per le missioni di carattere umanitario, di anti-pirateria ed anti-terrorismo.
Le due nazioni mantengono proficue relazioni diplomatiche da più di 50 anni, consolidate dai forti investimenti russi attratti sull’Isola per il favorevole regime fiscale (circa l’80% degli investimenti esteri a Cipro è russo, pari al doppio del PIL cipriota), e dai consistenti aiuti finanziari stanziati da Mosca nel 2011 per sostenere Cipro nel superamento della crisi economica. Nonostante gli scambi commerciali tra Mosca e Nicosia abbiano subito un calo per il crollo dei prezzi del petrolio e per le contromisure adottate dalla Russia in risposta alle sanzioni imposte dall’UE nel 2014, il presente accordo rinnova la qualità del rapporto russo-cipriota aprendo una nuova fase di cooperazione strategica.
L’intesa ha una forte valenza militare per la Russia, la cui unica base nel Mediterraneo è Tartus, in Siria, difficile da utilizzare a causa del conflitto nel Paese. In questo senso, Cipro rappresenta una alternativa più sicura per garantire il supporto logistico alle unità navali del Cremlino. Per questa ragione, la posizione strategica dell’isola potrebbe rafforzare l’influenza russa nel Mediterraneo, anche in campo energetico. A tal proposito, Anastasias ha invitato le aziende russe ad accedere all’industria energetica di Cipro, attualmente dominata da aziende statunitensi, e investire nei vasti e inutilizzati giacimenti di gas naturale offshore contesi con Turchia e Israele.
Inoltre, il miglioramento dei rapporti russo-ciprioti potrebbe consentire al Cremlino di assottigliare la quota dei Paesi europei votanti a favore di un inasprimento delle sanzioni per il coinvolgimento nel conflitto in Ucraina.
Appare chiaro, dunque, che i migliorati rapporti intrattenuti dalla Russia sia con Cipro che con Grecia e Ungheria, due alleati del Cremlino in Europa, rischiano di produrre ulteriori divisioni all’interno dell’UE tra filo e anti-russi.

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