L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 marzo 2015

Le istituzioni investono 240 milioni di euro e privati fanno profitti, lo chiamano mercato

Saipem e Ge annunciano oltre 400 posti di lavoro

Piombino: presentato il progetto del polo nazionale di demolizione navi. L'obiettivo è quello di fare concorrenza al sudest asiatico









PIOMBINO. A Piombino, nell'area portuale che è in corso di ampliamento, nascerà il primo polo nazionale di demolizione navale controllata, iniziativa messa a punto da Saipem, Fratelli Neri (Livorno) e San Giorgio del Porto (Genova). L'obiettivo è ambizioso: diventare punto di riferimento per tutto il Mediterraneo, realizzando un'attività compatibile con l'ambiente e la sicurezza, e fare concorrenza al sudest asiatico dove oggi avviene, anche in modo non regolamentato, la demolizione della quasi totalità delle navi. Nell'area, c'è anche un progetto di General Electric, che intende creare un polo di assemblaggio di moduli industriali, "complementare a quello già esistente ad Avenza", ha sottolineato il presidente di Nuova Pignone Massimo Messeri.
"La Regione Toscana ha fatto investimenti importanti sul porto e sulle infrastrutture impegnando 140 milioni, che non è poco, il Governo ne ha messi altri 100, tra bonifiche e altri interventi - ha ricordato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - Questo investimento ha suscitato un grande interesse tra le aziende. Noi eravamo stati contestati. Ma, in realtà, gli investimenti sul porto hanno dato slancio all'ipotesi di acquisto della Lucchini e attratto altre aziende a investire. Tutto ciò ha dato convalida al nostro intervento. Quello che sembrava perso con il trasferimento della Concordia a Genova in realtà rinasce".
Il progetto del polo di demolizione navi - che potrebbe impiegare tra gli 80 e i 200 addetti a demolizione, a seconda della grandezza della nave - guarda innanzitutto agli armatori europei, che detengono una grossa quota della flotta in circolazione. Saranno costituite tre aree, banchina, area logistica e area lavorazione. Si prevede che i primi mezzi da demolire possano arrivare a Piombino entro la prima metà del 2016. General Electric prevede un investimento di circa 40-50 milioni con una prospettiva di occupazione simile a quella di Avenza, circa 350 persone, numero che potrebbe crescere, ha sottolineato Messeri, in caso di aumento delle commesse. "L'interesse della nostra società per Piombino - ha spiegato Messeri - è legata alle crescenti opportunità che noi vediamo nel settore dei grandi moduli industriali destinati al mercato del petrolio e del gas".

Nel porto di Piombino un polo nazionale di demolizione navi
Ecco il rendering del progetto presentato venerdì 21 marzo a Firenze
"Due anni fa Piombino era in lutto - ha ricordato Rossi - ora rinata grazie ad una buona politica industriale pubblica ed a 240 milioni di investimento di Regione e Governo, che hanno attratto oltre 1100 milioni di investimenti privati. A Piombino il pubblico non è stato inerte, ha lavorato seriamente per realizzare l'ammodernamento del Porto, per le bonifiche e per incentivi alle imprese. Tutto questo l'ha resa altamente attrattiva". "Siamo interessati all'area di Piombino - ha spiegato Massimo Messeri, presidente di Nuovo Pignone GE - per realizzare un cantiere di assemblaggio moduli industriali per la produzione di energia o la produzione del gas, cantiere che sarebbe complementare a quello di Avenza. Il mercato dei moduli industriali è un mercato in espansione. Sempre di più i clienti dell'industria del petrolio e del gas cercano soluzioni Plug&Play, cioè pronte all'uso. Piombino sarebbe per noi una valida opportunità non solo quando il cantiere di Avenza dovesse essere saturo, ma anche per sviluppare tecnologie sempre più avanzate".
Parlando del polo nazionale di demolizione navale controllata, Ferdinando Garrè, amministratore delegato di San Giorgio del Porto, ha spiegato che si tratta "di una grande opportunità di business e di sviluppo, che dimostra anche la volontà di fare sistema e un segno di possibili sinergie fra i porti italiani". "Crediamo in questo progetto che vede il Gruppo Neri lavorare insieme a due grandi player globali come Saipem e San Giorgio del Porto per il rilancio del Porto del Piombino e lo sviluppo del territorio - ha dichiarato Piero Neri, amministratore delegato di Neri Group -. Si tratta di una nuova sfida che ci auguriamo avrà successo e che riteniamo possa essere foriera di ulteriori iniziative complementari".
Paolo Carrera, Environment and Renewables Commercial Vicepresident di Saipem, ha sottolineato che "con questo progetto Saipem mantiene e aumenta il proprio impegno nella gestione di progetti di ingegneria fortemente indirizzati alla tutela della salute, della sicurezza sul lavoro e alla salvaguardia ambientale, mettendo in campo tutte le proprie competenze di gestione di progetti complessi". Carrera ha inoltre ricordato che il porto di Piombino è l'unico in Italia con una profondità di 20 mt alla banchina e che potrebbe quindi smaltire l'80% delle navi .

http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2015/03/21/news/saipem-e-ge-annunciano-oltre-400-posti-di-lavoro-1.11089092 

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