L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 marzo 2015

l'Isis combatte gli sciiti e l'Iran

L'Iran nella battaglia per liberare Tikrit dall'Is, così Teheran guadagna terreno in Iraq


<p>Un membro sciita delle forze pro governative per la battaglia di Tikrit</p>
Un membro sciita delle forze pro governative per la battaglia di Tikrit
L'offensiva di terra su larga scala lanciata dalle forze della sicurezza irachena contro lo Stato Islamico (Is) per riprendere Tikrit non rappresenta solo un passo avanti per liberare l'Iraq dagli estremisti, ma anche una pietra miliare per l'Iran, ovvero per la sua presenza nel Paese. Ne sono convinti gli analisti, mentre sul terreno milizie sciite sono impegnate a sostegno di quelle irachene e Qasem Soleimani, il comandante della Forza al-Quds delle Guardie della Rivoluzione iraniana, assiste all'operazione.
"Anche se dobbiamo tenere d'occhio ciò che l'Iran sta facendo in termini di strategia a lungo termine, è la lotta contro lo Stato islamico (Is) a servire agli interessi americani e al governo di Baghdad", ha detto Alex Vatanka, ricercatore presso il Middle East Institute, all'agenzia di stampa Anadolu. Diversa la posizione del ministro degli Esteri saudita Saud al-Faisal, secondo il quale ''la situazione a Tikrit è un esempio di ciò che ci preoccupa. L'Iran sta prendendo tutto il paese". L'Arabia Saudita fa parte della coalizione internazionale guidata dagli Usa per combattere l'avanzata dell'Is in Iraq e in Siria. Al momento la coalizione è impegnata in raid aerei contro i jihadisti, mentre non ha inviato truppe di terra a sostegno delle forze irachene. A differenza di quanto fatto dall'Iran.
Mark Perry, analista politico e militare che svolge un ruolo di consulenza esterna per il Pentagono, ha confermato che l'Iran sta effettivamente assumendo un ruolo guida nella lotta contro l'Is. "Sta prendendo l'iniziativa perché non lo fanno la Giordania, gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita e il Qatar", ha detto.
David Pollock, ricercatore presso l'Istituto di Washington per la Politica del Vicino Oriente, ha detto che mentre le azioni dell'Iran "sicuramente" hanno il potenziale di suscitare tensioni settarie, "in questo momento gli iraniani stanno cercando di fare attenzione perché questo non accada". L'importante sarà garantire che la popolazione di Tikrit, e con questa la componente sunnita del Paese, non percepisca che la vittoria contro l'Is venga fatta a sue spese.

http://www.adnkronos.com/aki-it/sicurezza/2015/03/10/iran-nella-battaglia-per-liberare-tikrit-dall-cosi-teheran-guadagna-terreno-iraq_zcd2iiaLC2mq6mg5450PxM.html

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