L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 8 marzo 2015

Lo stato vuole la 'Ndrangheta

Reggio, Nicola Gratteri è pessimista: “la ‘ndrangheta non si sconfiggerà”
Secondo il Procuratore: “la malavita organizzata è presente dove c’è da gestire potere, dove ci sono soldi e affari”
8 marzo 2015  | Danilo Loria




LaPresse/Roberto Monaldo
E’ chiaro e deciso, il procuratore aggiunto di Reggio Nicola Gratteri in un’intervista a Sky TG24: “la ‘ndrangheta è presente dove c’è da gestire potere: è stata presente nella costruzione dell’ autostrada, è stata presente nella galleria del Frejus, cerca di essere presente nella Tav. Se conosco la ‘ndrangheta, penso che ci sia anche nell’Expo”. Sul radicamento del solidazio mafioso al nord Italia, Gratteri afferma: “la ‘ndrangheta è radicata da 40 anni in Lombardia e Piemonte ma anche in Emilia Romagna”. Sulla Calabria dice: “ancora nella Regione si va dietro al favore dell”amico’ di turno. Si scambia un diritto sacrosanto con un favore. Ammiro molto per il lavoro lavoro don Giacomo Panizza e don Pino De Masi”. Infine un commento sulla fine delle ndrine, Gratteri è pessimista: “la ‘ndrangheta non si sconfiggerà mai, dentro ognuno di noi c’è una percentuale minima dell”essere ‘ndranghetista’”

 http://www.strettoweb.com/2015/03/reggio-nicola-gratteri-pessimista-ndrangheta-non-si-sconfiggera/254323/

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