L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 marzo 2015

L'omicidio di Nemtsov è il prodromo del tentativo di inventarsi Maidan

I leader della NATO vorrebbero una “rivoluzione colorata” anche in Russia

  putin-natonato

Le ultime dichiarazioni del vice capo della NATO testimoniano il fatto che i leader del blocco vogliono intervenire nella politica interna della Russia e sognano una Maidan russa. (ovvero uno dei soliti colpi di stato organizzati con ONG anti-nazionali compiacenti e strapagate La tecnica delle ”rivoluzioni colorate” per innestare i banditi prescelti dall’Occidente)
Questa è la sensazione dell’inviato permanente della Russia alla NATO. (RT)
“Il discorso di Riga dimostra la preoccupazione per la democrazia della Russia e la politica interna. Finalmente, ora sappiamo che la NATO ha un sogno e questo sogno è una Maidan in Russia “, ha detto Aleksandr Grushko in un commento che è stato twittato attraverso l’ufficio di rappresentanza russa nell’alleanza.
Grushko si riferisce alle parole del vice segretario generale della NATO, Alexander Vershbow, che aveva detto in una conferenza nella capitale lettone Riga che “obiettivo del presidente Vladimir Putin sembra essere quella di trasformare l’Ucraina in uno stato fallito e di voler sopprimere e screditare voci alternative in Russia, in modo da evitare una ‘Maidan.’ “Entrambi i funzionari hanno usato la parola ucraina ‘Maidan’ per descrivere una serie di azioni di protesta che si trasformano in disordini di massa e finiscono con la cacciata del presidente e del parlamento legittimamente eletto. (Film già visto in Ucraina, ma anche in Italia.)
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“Per demonizzare la Russia, la NATO crea una realtà virtuale, si scollega dalle reali minacce alla sicurezza”, ha detto l’inviato russo.
Grushko ha aggiunto che la NATO utilizza una “guerra ibrida” contro gli Stati esteri e ora sta cercando di accusare la Russia di  questa guerra in Ucraina.
“La NATO ha una lunga storia di operazioni ibride. Abbiamo visto in precedenza questi segni di intimidazione militare, il coinvolgimento nascosto, le forniture di armi, il ricatto economico, la doppiezza diplomatica, manipolazioni mediatiche e aperta disinformazione”, ha dichiarato l’inviato russo. “L’affermazione fatta a Riga è un altro insieme di argomenti diretti solo a giustificare l’atteggiamento conflittuale della NATO in Russia”, ha detto.
“Non è probabile che la NATO abbia il diritto di considerare se stessa come l’unica fonte di verità. L’alleanza si è già ripetutamente screditata diffondendo false informazioni sia sul suo comportamento che sulle azioni degli altri “, ha detto in conclusione Grushko ed ha aggiunto  “Non molti seguiranno il consiglio della NATO di tornare ai tempi della guerra fredda”.
Nel mese di ottobre dello scorso anno, Grushko ha esortato le nazioni occidentali a riconoscere le loro colpe politiche e migliorare le relazioni con la Russia.
“Bisogna riconoscere che le politiche occidentali degli ultimi anni segnano linee di demarcazione sempre più profonde tra la Russia e l’Europa, e questo è estremamente pericoloso”, ha detto il diplomatico russo. “L’Occidente deve finalmente riconoscere il fatto che l’attuazione meccanica delle sue politiche recenti sta portando in un vicolo cieco.”

http://www.imolaoggi.it/2015/03/06/i-leader-della-nato-vorrebbero-una-rivoluzione-colorata-anche-in-russia/

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