L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 18 marzo 2015

Nel dire si rispecchia quello che si è, l'aspirazione all'impero mondiale è degli Stati Uniti

Mullen: “L'Iran è una sfida più difficile dell'ISIS”

L'ex-capo di Stato Maggiore in congedo, Ammiraglio Michael Mullen, che ha prestato servizio sia durante l'amministrazione di George W. Bush che quella di Barack Obama, domenica ha detto che il regime iraniano rappresenta “una sfida molto più difficile” della minaccia rappresentata dell'ISIS.
A “Meet the Press”, sulla NBC, Mullen ha detto che è stato il regime iraniano a commettere gli atti di terrorismo che hanno portato alla guerra in Iraq.
Ed ha continuato dicendo: “E una volta che avremo superato il problema dell'ISIS, penso che la relazione che abbiamo con l'Iran, dal punto di vista di ciò che hanno fatto per tanto tempo, sarà basata sull'eliminazione di quel tipo di attività terroristiche così evidenti in tutta la regione”.
Dai paesi arabi della regione all'opposizione siriana che combatte contro il dittatore siriano Bashar al-Assad, esistono preoccupazioni crescenti sul fatto che gli Stati Uniti stiano minimizzando le aspirazioni imperialistiche di Tehran nel tentativo di strappare all'Iran un accordo sul nucleare, riferisce Voice of America.
La scorsa settimana un consigliere-capo di Hassan Rouhani ha scosso la regione invocando l'unione tra Iran e Iraq, affermando che la geografia di questi due paesi non può essere divisa sebbene, ha precisato, ci siano ostacoli pratici a qualunque unificazione.
Nel suo discorso dell'8 Marzo Ali Younesi, ex-Ministro dell'Intelligence, ha detto che l'Iraq “è il centro dell'identità, della cultura e del patrimonio iraniano” ed ha parlato di un “grande Iran” che si estenderebbe fino al Golfo e persino in alcune parti del sub-continente indiano.
“Non possiamo preservare i nostri interessi, la nostra sicurezza nazionale e la nostra identità storica senza prestare attenzione all'influenza dell'Iran nella regione e ai suoi confini”, ha detto Younesi.
In un'intervista al quotidiano francese “Le Figaro”, l'ex-comandante della NATO e della forza multinazionale in Afghanistan, nonché direttore della CIA, Generale David Howell Petraeus ha messo in guardia contro la minaccia del regime iraniano in Iraq.
Il Generale Petraeus ha definito le attività di Qassem Suleimani, capo della Forza Quds del regime iraniano in Iraq, “inquietanti”.

http://www.ncr-iran.org/it/articoli-mainmenu-71/26-regime/4860-mullen-l-iran-e-una-sfida-piu-difficile-dell-isis.html

Nessun commento:

Posta un commento