L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 marzo 2015

NoTav, le istituzioni sono le prime ad avere comportamneti illegali

CHIOMONTE. I lavori per il cantiere Tav sono illegittimi

 21 mar 2015 

Scavi

Chiomonte

I lavori per il cantiere Tav a Chiomonte, in Valle di Susa, non dovevano iniziare perché sono illegittimi: è questo il tenore della comunicazione che, alla luce di quanto sta emergendo dalle indagini della procura di Firenze, l’avvocato torinese Massimo Bongiovanni – della squadra legale che segue i No Tav – ha inviato a Raffaele Cantone, presidente dell’autorità anticorruzione, e ai pm fiorentini.
Bongiovanni fa riferimento alla Struttura tecnica di missione del Ministero delle Infrastrutture guidata da Ercole Incalza: questo organismo, nel 2009, indicò che l’iter amministrativo della nuova ferrovia Torino-Lione rientrava nel regime della cosiddetta “legge obiettivo”. Questa circostanza, secondo il legale, non è vera perché la Torino-Lione – alla luce della documentazione che ha prodotto – era stata esclusa dal novero delle infrastrutture strategiche. La conseguenza è che il cantiere di Chiomonte, dove oggi si sta scavando un tunnel geognostico, non poteva essere aperto. “La verità – afferma Bongiovanni – non la si scopre oggi. Il fatto è che a Torino si è preferito trasformarla in una questione di ordine pubblico”.
Bongiovanni, su questo tema, aveva presentato per conto della Comunità montana un ricorso al Tar del Lazio che nel 2014 è stato respinto. A suo dire, i giudici amministrativi sono stati fuorviati da una nota preparata dalla Struttura tecnica di missione che contraddiceva il Dpef 2010-1013. La decisione del Tar non venne impugnata al Consiglio di Stato perché pochi giorni dopo la Comunità montana fu commissariata dalla Regione Piemonte.

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