L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 1 marzo 2015

Ospedali e Francesco, tutte le esternalizzazioni sono date a cooperative, i cui grassi guadagni vanno a parassiti e ai politici che gli hanno affidato l'appalto


Papa Francesco denuncia: «11 ore di lavoro a 600 euro. Se no, vattene»

All’udienza alla Confcooperative il Pontefice a tutto tondo contro il lavoro nero e la disoccupazione. «Combattere le false cooperative che ingannano la gente»

di Redazione Online

Papa Francesco incontra i Membri della Confederazione Cooperative Italiane  (Ansa)  
Papa Francesco incontra i Membri della Confederazione Cooperative Italiane (Ansa)

Un Pontefice combattivo contro sfruttamento e lavoro nero, per i diritti dei lavoratori, uomini, donne, giovani, e per un futuro in cui tutti possano godere della dignità che il lavoro dà all’essere umano, ha parlato sabato alla platea delle Confcooperative. «Oggi la regola, non dico normale, ma abituale, - ha detto il Papa, in una divagazione, a braccio, dal discorso generale- è che se cerchi lavoro ti propongono 11 ore al giorno a 600 euro, e poi ti dicono: “Ti piace, no? Vattene a casa”. In questo mondo c’è la coda di gente che cerca lavoro, se tu non accetti un altro accetterà. La fame ci fa accettare anche il lavoro in nero. Faccio un altro esempio: anche il personale domestico, quanti uomini e donne nel lavoro domestico hanno il risparmio sociale per la pensione?».
Cooperative contro la disoccupazione
Papa Francesco nell’aula Paolo VI, affollata da oltre settemila persone, ha dato udienza alla Confcooperative, e ha detto la sua anche su quanto le cooperative «autentiche» possono fare per risolvere con la solidarietà i problemi dei disoccupati; per trovare risorse per «salari giusti» e «investimenti» nei settori necessari; per essere «motore che solleva e sviluppa la parte più debole delle società». E per ricondurre la «economia globale» alle sue finalità di «giustizia sociale» e di «bene comune». Un discorso lungo e approfondito, che il Papa ha letto per intero e ha integrato con significative notazioni a braccio. Un discorso che diventa un tassello nella ricerca di questo pontificato di azioni concrete contro la «economia dello scarto» e per la «globalizzazione della solidarietà».
Il denaro, lo sterco del diavolo
Il Papa ha incoraggiato anche la giusta e sempre più necessaria lotta alla «prostituzione delle cooperative» e a chi ne usa il «buon nome per ingannare la gente a scopo di lucro». Chiede il recupero di una «funzione sociale forte» e delle «finalità trasparenti e limpide» della economia cooperativa. Dice no a «liberismo dei bicchieri pieni» per i ricchi e delle «briciole» che dovrebbero ricadere sui poveri, per cui «si continua a fare marketing senza uscire dal circuito fatale dell’egoismo delle persone e delle aziende».
Tra gli “inserti” a braccio, anche riflessione su come venga considerata oggi l’età dei lavoratori. «Tu chi sei, ingegnere, ah, che bello. E quanti anni hai? Quarantanove? Troppo grande, non servi, vattene». Tra i suggerimenti papali anche il ricordo di Basilio di Cesarea «che diceva “il denaro è lo sterco del diavolo”: quando diventa un idolo, comanda le scelte dell’uomo». 

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