L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 8 marzo 2015

Pd, sorgente di corruzione


Zingaretti scivola sulla Protezione Civile. Il Tar boccia la nomina del neo direttore

Ad appena 3 giorni dall'annuncio dell'accoglimento dei ricorsi contro l'assunzione di 25 dirigenti, "in violazione dei limiti di legge e causando un aggravio inutile di spese", dal Tar del Lazio arriva un’altra batosta per il governatore Zingaretti

Non bastava la sospensione dell'assunzione dei 25 dirigenti esterni assunti dal governatore in Regione. Ora il Tar del Lazio boccia anche la nomina del direttore della neo Agenzia regionale per la protezione civile. "Un’altra batosta dai giudici amministrativi che hanno accolto il ricorso presentato contro l’affidamento, ad una figura esterna all’amministrazione, dell’incarico di direttore dell’Agenzia voluta da Zingaretti con la legge sul riordino della protezione civile approvata nel 2014”. L'annuncio di Giuseppe Cangemi, consigliere Ncd della Regione Lazio.
La notizia arriva ad appena 3 giorni dall'annuncio dato dai Cinque Stelle che anticipavano come il Tar avesse accolto i ricorsi contro l'assunzione di 25 dirigenti, "in violazione dei limiti di legge e causando un aggravio inutile di spese". “Da tempo denunciamo l’eccessivo ricorso ad assunzioni esterne e per la seconda volta il Tar ci dà ragione - aggiunge Cangemi - Non solo rilevano i giudici che la ricerca delle professionalità per incarichi dirigenziali deve essere prioritariamente effettuata all’interno dei dirigenti di interni, come stabilisce la legge, ma rimarcano come la selezione delle professionalità interne da parte della Giunta sia stata inadeguata e ribadiscono, anche con questa sentenza, che il limite numerico di esterni in Regione è stato abbondantemente superato".
"Più volte durante la discussione in aula della legge sulla protezione civile – aggiunge il consigliere di Ncd - avevo sottolineato la necessità che la Giunta individuasse tra le professionalità interne della Regione il direttore dell’Agenzia, ma Zingaretti come al solito non ha resistito alla sua vocazione di distributore di poltrone. La sentenza del Tar dice chiaramente che l’istruttoria per la valutazione delle professionalità interne è stata inadeguata e superficiale, più precisamente scrivono i giudici che 'l’operato dell’amministrazione risulta viziato da difetto di istruttoria e da carenza di motivazione'; tra i curricula presentati infatti da dirigenti interni non mancavano candidati, tra cui il ricorrente, con caratteristiche idonee all’incarico, e come rilevano i giudici da parte dell’amministrazione regionale non sono state addotte motivazioni valide per giustificare l’esito negativo della valutazione delle candidature interne e il ricorso a professionalità esterne. Inoltre, ancora una volta, il Tar dichiara che è stato già superato il limite numerico previsto dalla legge per le assunzioni esterne; a maggior ragione la Giunta avrebbe dovuto reperire all’interno dell’amministrazione la professionalità adatta a ricoprire l’incarico di direttore dell’Agenzia. Negli anni passati sono state tante le emergenze affrontate, sia legate al maltempo quelle connesse a grandi eventi, in cui si sono distinte, con ruoli dirigenziali e incarichi di responsabilità professionisti interni alla Regione Lazio. Eppure la Giunta Zingaretti non li ha considerati idonei."
"Da due anni – conclude Cangemi - denunciamo il proltronificio di Zingaretti, la vergognosa distribuzione di poltrone ad amici e trombati della politica, di cui massima espressione è la costosa e inutile cabina di regia per la sanità, le sentenze del Tar di questi giorni dimostrano che avevamo ragione. Zingaretti la smetta di prendere in giro i cittadini con la favola dei risparmi, se prima non era credibile ora suona più che mai ridicolo: si decida una buona volta a rispettare la legge”.

http://www.affaritaliani.it/roma/zingaretti-scivola-sulla-protezione-civile-il-tar-boccia-la-nomina-del-neo-direttore-07032015.html 

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