L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 marzo 2015

Piccolo, a volte, è bello

 

L’italiano che ha inventato Jolla ora fa concorrenza a Google, Apple e Microsoft

Il mercato dei telefonini, smartwatches, tablet ed altri device elettronici connessi è in grande fermento ed è uno dei più competitivi al mondo. A Barcellona si sono riuniti – come ogni anno – tutti i principali operatori del settore per partecipare al più importante evento del settore: il Mobile World Congress.
A sorpresa quest’anno il miglior prodotto presentato alla fiera non era un Apple, Samsung, Microsoft, Google o una marca cinese.
Il ‘Best Product’ 2015 di Barcellona, è il tablet di Jolla, una piccola e temeraria startup Finlandese fondata e guidata da un Italiano: Stefano Mosconi.
Con i suoi 8,3 millimetri di spessore, un prezzo retail atteso di 249$ e il sistema operativo Jolla Sailfish OS che gira su un Intel quad-core chipset, il prodotto ha sbaragliato tutti e il management della startup punta altissimo: conquistare il terzo posto al mondo nei sistemi operativi per telefonia mobile e una quota di mercato a doppia cifra.
I fondatori di Jolla: Stefano Mosconi, Marc Dillon e Jussi Hurmola. Foto:  Karoliina Paavilainen (talouselama.fi)
I fondatori di Jolla: Stefano Mosconi, Marc Dillon e Jussi Hurmola. Foto:
Karoliina Paavilainen (talouselama.fi)
Stefano, 37 anni, si laurea in Ingegneria delle telecomunicazioni alla Sapienza di Roma e finita l’Università inizia a lavorare in aziende del settore.
Sono riuscito a farmi raccontare come è nata questa avventura.

L’INGRESSO DI STEFANO IN NOKIA: DOVRA’ SVILUPPARE UN NUOVO OS BASATO SU LINUX

“Ho capito molto rapidamente che non mi piaceva l’ambiente e il modo di lavorare che ho trovato in Italia”, mi racconta Stefano. “Tanta politica, competizione interna, devi conoscere sempre qualcuno e nessuno è interessato al tuo valore. Un giorno mi chiamò un recuiter di Nokia dalla Finlandia e durante tutti i colloqui mi colpì che l’unico interesse era di conoscere le mie capacità, capire le mie aspirazioni e valutarmi sul merito. Era la mia occasione.”
Il giovane ingegnere accetta l’offerta di lavoro e nel giro di qualche settimana fa le valigie per trasferirsi ad Helsinki con la famiglia. Entra nel Linux team, il suo gruppo ha il compito di scrivere un nuovo sistema operativo per il colosso dei telefonini. Sette anni di crescita professionale ed una bella carriera aziendale.

NOKIA SCEGLIE WINDOWS E VUOLE MANDARE TUTTI A CASA

A Febbraio 2011 il CEO di Nokia Stephen Elop sale sul palco di Microsoft con Steve Ballmer per annunciare la partnership con Windows Phone abbandonando gradualmente la piattaforma Symbian ed eliminando il progetto Linux.
Mosconi ricorda così quei giorni: “L’azienda ci comunicò che aveva deciso di chiudere tutto, ma ci consentì di finire il lavoro e produrre il primo (ed ultimo) telefonino con la nostra tecnologia: l’N9. Dopodichè il migliaio di ingegneri che stavano lavorando insieme a me sul progetto sarebbero stati mandati a casa”.
“Fu un fulmine a ciel sereno. Eravamo scoraggiati e demoralizzati, ma fin da subito ci siamo resi conto di avere intorno a noi la soluzione al nostro problema, cominciando a chiederci tra colleghi, ma perché non andiamo avanti noi?”
Nokia ha diversi strumenti per l’outplacement e il supporto ai dipendenti in caso di ristrutturazione. Tra questi un programma interno “Bridge Program” che consente ai dipendenti di uscire dall’azienda per fare una propria startup ed essere finanziati, portandosi dietro (in questo caso) un asset aziendale che alternativamente sarebbe andato a morire. Per ogni dipendente che esce, l’azienda fornisce un certo quantitativo di capitali e un prestito ponte per iniziare.

NASCE COSI’ “JOLLA”

Con quei soldi Stefano Mosconi e quattro colleghi decidono a Maggio 2011 di fondare Jolla, quella che con l’acquisizione di Microsoft del colosso Finlandese è de facto l’unica azienda di telefonini Finlandese rimasta sul mercato. Programmi di questo tipo sono stati largamente utilizzati negli ultimi anni di difficoltà, facendo in modo che nonostante l’azienda sia ora una divisione di Microsoft nel paese è rimasto il ‘Nokia spirit’ rigermogliando per generare nuove aziende.
“Prendemmo i soldi per uscire - ricorda Stefano - ma finirono molto rapidamente e a Giugno stavamo per chiudere la società e cercarci un lavoro. Convincere degli investitori a puntare su una startup che voleva fare un nuovo sistema operativo per telefonini in grado di competere contro Google, Apple e Microsoft sembrava una missione impossibile e tutti ci guardavano come fossimo dei pazzi. Avevamo quasi perso le ultime speranze e solo più 10.000 euro sul conto corrente quando il nostro CFO mi chiamò per dirmi che aveva trovato una serie di angel investor pronti ad investire tutti insieme 100.000 euro per proseguire nella nostra iniziativa.”
Il tablet Jolla. Foto: engadget.com
Il tablet Jolla. Foto: engadget.com
Con quei soldi Mosconi e i suoi si trasferiscono ad Hong Kong dove finalmente trovano i giusti partner. Investitori con le tasche e la forza per seguire i fondatori in un’impresa davvero ambiziosa, lanciare nel giro di sei mesi il primo prodotto grazie all’accordo con un integratore Taiwanese.
Oggi in Jolla lavorano 130 persone, non poche per una startup, ma una piccola frazione dello staff dedicato dei propri concorrenti Google, Apple e Microsoft sull’argomento specifico.
“Android e Apple iOS da soli hanno il 96% del mercato, Windows Phone ha il 2,7% - ammette Stefano - ma noi siamo l’unico player sul mercato che non è dominato dalla strategia aziendale, perché siamo l’unica azienda che è focalizzata esclusivamente sul software.”

L’OBIETTIVO: CREARE IL MIGLIOR SISTEMA OPERATIVO MOBILE DEL MONDO

Ma è questa la vera forza del progetto Jolla. Da quando il telefonino ha cominciato a diventare un’estensione delle nostre funzionalità, la scommessa di Stefano e i suoi si basa sul vantaggio che Jolla è indipendente è ha come unico business quello di creare il miglior OS al mondo, il più aperto e trasparente possibile.
Vedremo come andrà a finire, ricordandoci che nella sfida di Davide contro Golia, non sempre essere dei colossi è un vantaggio competitivo.
GIANLUCA DETTORI
Milano, 14 marzo 2015

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