L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 marzo 2015

Pitella, un degno rappresentante del Pd, sorgente di corruzione e di malaffare



AVANTI CON INCENERITORI E TRIVELLE: ECCO LA BASILICATA DI PITTELLA

11/03/2015 by Ultime Notizie M5S


Giornata di amarissime conferme quella di martedì 10 marzo in consiglio regionale. Traditi tutti i lucani che credono in una Basilicata diversa, improntata alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente, attenta alla salute dei cittadini e alla valorizzazione dell’enorme patrimonio enogastronomico lucano: bugiardi seriali e dubbi personaggi proni a interessi diversi da quelli pubblici danno il “via libera” alla razzia delle risorse della nostra terra.

Il governatore Pittella (condannato dalla Corte dei Conti a risarcire € 6.300,00 di soldi pubblici spesi allegramente) in tandem con l’assessore all’ambiente Aldo Berlinguer, nel corso di una conferenza stampa, hanno sbandierato una presunta “operazione verità” sulle ricadute sanitarie e ambientali delle estrazioni petrolifere: la grancassa pubblicitaria pittelliana contro le verità mostrate dalle trasmissioni di inchiesta giornalistica come “Presa Diretta” e “Alle falde del Kilimangiaro”. Pittella, come Renzi, ricorre a “slides” sommarie e generiche per tentare goffamente di nascondere la polvere (inquinante) sotto il tappeto: nessun riferimento alle sempre più frequenti “anomalie” Centro Oli di Viggiano; nessun cenno al divieto di utilizzo delle acque per qualsiasi scopo imposto dall’ordinanza sindacale del Comune di Corleto Perticara. Insomma, totale “black out” informativo sui veleni che l’oro nero disseminerebbe sul territorio e nelle falde acquifere.

Il condannato Pittella ha avuto financo la faccia bronzea di elencare i suoi presunti “successi”: tutto finto, frutto di fervida immaginazione. Successo sarebbe l’approvazione del vergognoso Sblocca Trivelle (art. 38 dello Sblocca Italia), cui viene accostato da Pittella il successo di “Matera2019”: quasi una involontaria conferma del valore di contropartita della designazione a città capitale della cultura europea per il 2019 di Matera per l’esponenziale aumento del territorio lucano interessato dalle estrazioni (oltre il 70%!). Successo sarebbe il rilancio dell’automotive a Melfi dove, in quanto a diritti dei lavoratori, sembra esser tornati indietro al 1800. Questo il favoloso mondo di Marcello Pittella!

Anche in materia di gestione dei rifiuti la musica è sempre la stessa: pessima. L’approvazione della “Strategia regionale Rifiuti Zero 2020″, frutto dei lavori dell’ultima finanziaria regionale, è solo un enorme “bluff”. Anche in questo caso, fatta la legge (regionale) trovato l’inganno (pittelliano): è uno scandalosa presa per i fondelli dei lucani la promessa pittelliana dell’eliminazione degli inceneritori sul territorio della regione. Infatti, nonostante la legge regionale, e in aperta violazione della stessa, vi sono progetti che vanno avanti col benestare dei competenti uffici regionali, progetti altamente impattanti per l’ambiente e la salute dei cittadini: un pirogassificatore a Bernalda, un opificio per la produzione di CSS a Senise, centri di recupero di materiali pericolosi a Ferrandina e Colobraro.
Nonostante tutto, Pittella boccia la mozione M5S Basilicata che chiedeva, in attuazione alla legge regionale “Strategia Rifiuti Zero 2020”, di sospendere tutti i progetti impattanti (inceneritori, pirogassificatori, piattaforme di CSS, ecc.) in attesa di aggiornare il redigendo Piano Regionale dei Rifiuti, piano la cui redazione è stata recentemente affidata a ditta privata e costerà ai lucani ben 600 mila euro.

La mozione è stata seccamente respinta dal PD ovvero dalla maggioranza pittelliana con 8 voti contrari del PD e Realtà ITalia (Galante), e 2 astensioni di PP (Bradascio) e PSI (Pietrantuono). Da segnalare il completo disinteresse (testimoniato dalla loro assenza) dei 2 consiglieri espressi dal territorio metapontino: Nicola Benedetto (Centro Democratico) e Paolo Castelluccio (Forza Italia).
Non solo trivelle, ma anche tanta immondizia indifferenziata e pericolosa da trattare: lo spettro dell’articolo 35 (Sblocca Inceneritori) si somma a quello dell’art.38 (Sblocca Trivelle).

La Basilicata di Pittella è la terra degli Inceneritori e delle Trivelle. Una terra da favola per le compagnie petrolifere e per le imprese che fanno business e profitti sul ciclo dell’incenerimento dei rifiuti. Una terra sempre più da incubo per i lucani, grazie a Pittella!

FONTE: : http://www.basilicata5stelle.it/2015/03/11/avanti-con-inceneritori-e-trivelle-ecco-la-basilicata-di-pittella/

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