L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 marzo 2015

più tasse paghiamo più il debito aumenta, ne vogliamo prendere atto o dobbiamo continuare ad autodistruggerci?

A gennaio il debito pubblico cresce di 31 mld e si avvicina al record storico. Su le entrate tributarie

A gennaio il debito pubblico cresce di 31 mld e si avvicina al record storico. Su le entrate tributarie


Il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato in gennaio di 31 miliardi, a 2.165,9 miliardi, molto vicino al suo massimo storico (2.167,7 miliardi registrato nel luglio del 2014).
Lo rileva Bankitalia, secondo cui l'incremento è dovuto all'aumento (36,3 miliardi) delle disponibilità liquide del Tesoro, pari a fine gennaio a 82,6 miliardi (46,3 a dicembre del 2014), solo in parte compensato dall'avanzo di cassa delle amministrazioni pubbliche (4,6 miliardi) e dall'effetto complessivo dell'emissione di titoli sopra la pari, del deprezzamento dell'euro e degli effetti della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione (0,7 miliardi).
Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari in gennaio a 31,3 miliardi, in lieve aumento rispetto allo stesso mese del 2014 (31,0 miliardi). Secondo Bankitalia, "la significatività dei dati del mese di gennaio è limitata da disomogeneità nei tempi e nelle modalità di contabilizzazione di alcune entrate (la difformita' temporale riguarda prevalentemente anticipi/slittamenti fra i mesi di dicembre e di gennaio)".

http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201503131101005351&chkAgenzie=ITALIAOGGI 

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