L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 19 marzo 2015

Politica energetica, Turkish Stream avanza velocemente, gli euroimbecilli al palo

Putin e Erdogan discutono progetto gasdotto Turkish Stream

Ieri lanciati i lavori per il tracciato "concorrente" Tanap

Putin e Erdogan discutono progetto gasdotto Turkish Stream
Roma, 18 mar. (askanews) - Vladimir Putin e Tayyip Erdogan hanno discusso del nuovo gasdotto che deve sostituire l'archiviato "South Stream" e che il Cremlino vorrebbe operativo già a fine 2016. Un progetto che non piace all'Europa, concepito chiaramente sulla scia delle crescenti tensioni tra Mosca e Bruxelles, e che lascia molti analisti perplessi in termini di fattibilità, quantomeno nei tempi auspicati dalla Russia.
Il presidente russo e l'omologo turco, riferiscono i media russi, hanno parlato ieri al telefono, anche di temi di attualità internazionale, in particolare della crisi in Ucraina. Erdogan intende recarsi entro la settimana a Kiev.
La cancellazione del South Stream è stata annunciata a sorpresa il primo dicembre 2014 da Putin, in visita in Turchia. Al posto del gasdotto che avrebbe dovuto portare il metano russo tramite un tratto sottomarino nel Mar Nero verso Bulgaria, Serbia e poi l'Europa occidentale, il Cremlino ora vuole un tracciato che dal mar Nero emerga in una zona di confine tra Turchia e Grecia, dove sarà costruito un "hub" a disposizione dei clienti europei. Il messaggio è chiaro: chi vuole il gas russo dovrà venire a prenderlo in Turchia.
Il progetto "Turkish Stream" è apparso da subito a molti un bluff russo, per fare pressione sull'Unione europea. Ma, su ordine di Putin, Gazprom si è messa al lavoro a ritmo serrato e il numero uno del monopolista del gas, Aleksei Miller, è stato spedito in Turchia a discutere i dettagli operativi: il gasdotto avrà una capacità di 63 miliardi di metri cubi, di questi 15,75 miliardi saranno destinati al mercato turco, il resto all'Europa.
L'accelerazione russa ha irritato Bruxelles, dove si fa notare che Mosca deve concordare anche questo progetto dopo la cancellazione di South Stream, visto che l'invio di gas all'Ue dovrebbe partire dalla Grecia, Paese membro, e che la legislazione energetica turca è stata armonizzata con quella europea. Ma c'è fastidio anche in Azerbiagian, che teme possa passare in secondo piano il progetto Tanap, il gasdotto Transanatolico (Trans-Anatolian Natural Gas Pipeline) che, attraverso il Tap (Trans-Adriatic Pipeline) dovrà portare il gas azero in Europa, entro il 2018.
Il Tanap permetterà di ridurre la dipendenza dal gas russo. E la Turchia sembra decisa a giocare su più tavoli, come piace a Erdogan: ieri è stata organizzata una cerimonia per il lancio del lavori per la costruzione del Tanap. Presenti Erdogan, il presidente azero Ilham Aliyev e il georgiano Georgi Margvelashvili. I tre hanno simultaneamente pigiato i bottoni per un simbolico inizio dei lavori, accompagnati dalla colonna sonora presa in prestito dal film "I Pirati dei Caraibi". Poi il presidente turco ha chiamato Putin, per parlare dell'altro progetto.

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