L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 marzo 2015

Renzi è

Che tipo sia Renzi spero che tutti lo abbiano capito: arrogante, feroce, inaffidabile, superficiale. Ma soprattutto egocentrico, un narcisista patologico, con manie di controllo e di onnipotenza e conseguente instabilità emotiva, rivelata per esempio dal bisogno compulsivo di andare a guardare lo smartphone anche mentre è a riunioni e cerimonie ufficiali e sa che lo stanno osservando e riprendendo. Persino quelli a cui piace, o perché fa i loro interessi e pensano di arricchirsi con le sue liberalizzazioni, o perché credono alla favola dell’uomo della provvidenza che “fa le cose”, non credo che possano negare che abbia le caratteristiche sopra elencate.
Il problema è che finora Renzi ha guidato un governo relativamente debole, che si è retto sull’appoggio esterno di Berlusconi (purtroppo un Berlusconi ormai finito e consapevole di esserlo) e quello interno della minoranza di sinistra del Pd (purtroppo di bassissimo livello politico e intellettuale). Senza neppure essere stato eletto in Parlamento: solo alla guida del Pd da delle primarie truccate. Ma immaginatelo quando fosse riuscito a far passare la legge truffa elettorale e poi a ottenere, oltre a un plebiscito nel suo collegio, una percentuale sufficiente ad assicurargli il premio di maggioranza e dunque l'assoluta fedeltà di un partito depurato da ogni dissenso e del parlamento: con già il sostegno dei poteri forti della finanza, una stampa ossequiente e un presidente della Repubblica debole e grato. Si sentirà davvero (intendo: 'davvero') l’unto del Signore, se non un dio lui stesso, e ci terrà a dimostrarlo.


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