L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 23 marzo 2015

Renzi, Massoneria, Comunione e Liberazione come spolpare l'Italia, soldi, politica e religione

L'Elzeviro/Intreccio di malaffare e familismo amorale. L'inciucio secondo il credo di Lupi

“Vado via ma a testa alta”, dice l'ormai ex ministro protagonista dell'ultimo scandalo italico. E, invece, altro che "a testa alta"...

 
Vado via ma a testa alta”.
Così,maurizio lupi ha formalizzato le sue dimissioni da ministro delle infrastrutture e dei trasporti nel governo renzi (dopo averle, prima, annunciate nel “talk show” di bruno vespa, la cosiddetta “terza camera”, secondo il linguaggio tra l’ironico e il sornione di andreotti, solo non proba anima, ormai!) davanti all’emiciclo di montecitorio, quasi, deserto, in compagnia, al banco del governo, imbarazzatissima di alfano, il capo del suo partito, l’ncd”, e della “putta” ministra madia, assolutamente, disinteressata dei guai del suo collega e, ostentatamente, intenta a digitare il suo cellulare, manco a dirlo, di nuova generazione.

A testa alta”?
Nella speranzella, forse, di percepire tra le nuvole, che incombevano sulla sua testa e sulla sua carriera, costruita tutta, atteggiandosi, istante dopo istante, accidente dopo accidente, occasione dopo occasione, a strenuo, affidabile “baciapile ciellino”, il buon Dio, certo di ricevere da Lui quella assoluzione dai suoi peccati e, quindi, la conservazione dei “cadreghini” ancora, rimastigli, che gli permetterebbero di salvare il salvabile della sua immagine, cambronnata dal terremoto mediatico, su di lui abbattutosi.

”Sed” il lupi non sa o, mai, s’è curato di sapere che il Dio, in alto nei cieli, è il Padre di Gesù, di cui i Vangeli ci Raccontano, non di don giussani, il fondatore di “comunione e liberazione” che dal 1954, di transumanza in transumanza, ha coinvolto oltre 300.000 pecorelle, in tutto il mondo diffuse, in una fede arrogante, esclusiva di qualsiasi altra visione del mondo, poi, nel 1975 in una “setta” politica, il “movimento popolare” che nel 1985 si fornisce di un braccio economico, la “compagnia delle opere” dai lunghi tentacoli, dalle prensilissime mani nei settori della sanità, dell’energia, della finanza, dell’immobiliare, dei fondi europei.

Inoltre, la “compagnia delle opere” aveva, fino a qualche giorno fa, il suo “pivot” in maurizio lupi, posizionato al ministero dei trasporti e delle infrastrutture con l’incarico di ministro, su cui incombeva la delicata responsabilità di controllare la regolarità degli appalti per le grandi opere pubbliche, ché non fossero dati agli amici degli amici.

Sta di fatto che lupi ne aveva di amici!
Ne aveva uno di ventennale esperienza nel ministero, di cui si fidava, che dava gran parte degli appalti o la direzione dei lavori delle opere pubbliche a un cielllino, pensate, o nostri 25 Lettori, per puro caso e coincidenza, amico di vecchia data del lupi.

Comunque, lupi, da grande ingenuo, non s’accorgeva che a codesto suo amico di fede giussanea il suo potente collaboratore ministeriale, di cui, Ripetiamo, si fidava, affidava gran parte delle opere pubbliche e, ovviamente, una inestimabile quantità di palanche dell’erario italiettino,

immaginiamo, per rispetto nei suoi riguardi, senza pretendere da alcuno per pura gratitudine, come dice l’avvocato difensore del presunto reo, neanche la miseria di un euro.
Senonché, al lupi arrivò il momento di inorgoglirsi della laurea in ingegneria civile, dal figlio luca conquistata con la lode, e fece l’errore di partecipare il lieto evento all’amico di fede giussanea che, immantinente, senza la sua approvazione, a sua insaputa, donò al neo ingegnere un “rolex” del valore di 10mila e rotti euro.

Immaginate, o 25 lettori, l’indignazione di lupi (nella sua autodifesa in parlamento lupi ha lamentato che il figlio aveva il dovere di non accettare il “rolex” e con forza s’è gloriato che lui non avrebbe, giammai, accettato un simile regalo, anche e soprattutto, perché era, già, in possesso di simile prezioso oggetto) nel venire a sapere dalle indagini della magistratura che il figlio amato aveva accettato un prezioso regalo da colui a cui il ministero, da lui guidato (????), sempre a sua insaputa, regalava l’esclusiva di importanti lavori pubblici.

Ma il lupi alla verità dei contenuti dei suoi colloqui telefonici non poté sfuggire, dai quali emergeva il suo “familismo amorale”, che è degli italiettini tutti. Alzino la mano quei genitori italiettini in grado di poter scagliare la prima pietra di non aver peccato, ad esempio, in occasione degli esami di maturità di un loro figlio, nel mettere in moto eserciti di “facilitatori” di qualche voto in più presso le commissioni esaminatrici del loro pargolo!

Ebbene, dalle intercettazioni telefoniche il lupi implora il suo collaboratore ministeriale di ricevere il suo luca ché gli dia dei consigli sul modo più spedito di trovare una occupazione.”Mutatis mutandis”, il lupi chiede al suo collaboratore ciò che in veste di ministro e per salvare la dignità della sua carica non avrebbe potuto e dovuto chiedere: di trovare un lavoro a suo figlio, Richiesta, che il suo influente sottoposto evade, pregando, sempre, a insaputa di lupi, l’amico giussaneo del ministro di destinare il neo ingegnere della schiatta “lupina” alla direzione dei lavori in qualche suo cantiere.

Eppure, il 9 maggio 2014, lupi, ministro dei trasporti e delle infrastrutture, uno dei dicasteri più a rischio corruzione per la massa di denaro, che ogni giorno gestisce, amministra, pose la sua firma sul “Codice di comportamento del Ministero dei trasporti e delle Infrastrutture”.
Tale Codice sforna regole e indirizzi severissimi ”per tutti i dipendenti in servizio a qualsiasi titolo, a tempo indeterminato e determinato” e stabilisce con chiarezza che il dipendente del ministero ”non chiede, né sollecita per sé o per altri regali o altre utilità”, a meno che i regali ricevuti, ma non richiesti, non superino il valore di 150 euro.
Nel caso i dipendenti, a loro insaputa, dovessero trovare sulla loro scrivania regali di più importante spessore hanno l’obbligo di restituirli o di affidarli in custodia alla direzione del ministero che deciderà dove e come utilizzarli.

Invece, lupi e figlio avrebbero ricevuto regali di importi superiori, eleganti abiti sartoriali, perfino, e lupi padre si sarebbe mosso, con la greca di ministro, per una sistemazione lavorativa del figlio.

Insomma, per Riprendere il Discorso su “cl”, prima accennato, la fede e l’acqua santa,  l’una come paravento, l’altra per rendere gradevole, tollerabile agli occhi degli allocchi il calore infernale che, da sempre, si sprigiona dai vorticosi intrecci finanziari e affaristici degli imprenditori che hanno indossato, indossano il saio della creatura inventata, non per grazia del Dio, Ripetiamo, dei Vangeli, dal prete di desio, per essere vicino con i suoi sodali, accoliti al potere, alle fonti del malaffare, spessissimo, che il potere mette a disposizione degli ingiusti, a dir poco, o per essere, mai dire mai, potere.

Il pontefice karol iòzef wojtyla stravedeva per l’“opus dei” e per “comunione e liberazione”; prima che bergogliosuccedesse a ratzinger, in vaticano girava l’auspicio che “cl” potesse impadronirsi della cattedra di pietro con il cardinale scola, patriarca di venezia, e di palazzo chigi.

Per quanto riguarda il primo obiettivo “cl” ha fatto “buca”; per quanto riguarda, invece, il secondo la “setta” ciellina ha aiutato enrico letta e matteo renzi a salire le scale del palazzo che fu (poteva essere diversamente ?) di agostino chigi, discendente da una famiglia senese dedita alla mercatura e allo strozzinaggio, CI scusino i nostri 25 Lettori, al credito bancario.

E’ una stima in o per difetto: sarebbe di 70 miliardi il fatturato delle imprese coalizzate nella “compagnia delle opere”, “matrimonializzate” con le “coop” rosse. Come dire, il cattocomunismo dei sesterzi! Siffatto matrimonio è stato possibile combinarlo ché le simpatie e le adesioni a “cl” sono arrivate da diversi ambiti sociali (ad esempio: bersani, figlio di un gestore di pompe di benzina; lupi, se ricordiamo bene, figlio di un ferroviere; enrico letta, figlio di un professore universitario pisano, nipote di gianni letta, fedelefactotum di berlusconi; rutelli, scaturito da una famiglia appartenente alla buona (?) borghesia romana; il suo bisnonno era un famoso scultore palermitano, ma a roma stanziale) e, solo, formalmente, di diverso credo politico. Ecco, spiegati gli “errori e le timidezze” del pci, di cui ParlaGalli della Loggia nel suo ultimo Lavoro ”Il golpe invisibile”: la discesa agli inferi del pci, poi del pds, poi del ds, poi del pd fino al pd di renzi fu favorita dai napolitano, dai d’alema, dai veltroni, dai bersani, dai mille e mille altri revisionisti, come loro (è un eufemismo), in quanto fantoli della media e piccola borghesia delle professioni e dei mestieri, storicamente, avversa a qualsiasi cambiamento, timorosa di perdere il suo prestigio, se l’establishment sociale, politico, economico corresse il pericolo di essere messo in discussione,  culturalmente, problematizzato.

Da Chi, da Cosa?
Se, ad esempio, fossero, pienamente, realizzati  i Principi, gli Ideali fondanti della Costituzione Italiana, Sintesi mirabile delle Motivazioni eroiche per cui tanti giovani si buttarono nella lotta non solo contro i tiranni nazifascisti, “sed etiam” contro la struttura economica – finanziaria mondiale che dava vita, a fasi alterne dei rapporti tra i popoli, a sistemi dittatoriali. Solo tinti di colore diverso i nostro politici di ieri e di oggi, ma alla fine, o perché, ideologicamente, convinti, convinzione nel loro inconscio rimossa, o perché sia la grande, che media, che piccola borghesia da cui essi provenivano, non perde, giammai, il vizio di essere la serva sciocca dell’eterna ingiustizia planetaria.

Pertanto, non deve meravigliare, né sorprendere che ricchi e poveri; bianchi, rossi, verdi, neri, politicamente; giovani e  maturi padri di famiglia abbiano guardato e guardino a “cl” come a un calderone, ove è possibile conquistarsi amicizie da sfruttare, da utilizzare per sviluppare “cursus honorum” o, semplicemente, per sgraffignare un “posto” di lavoro. Forte di codeste adesioni, non proprio ispirate da Etica cristallina, “cl” ha contribuito all’ascesa di renzi, che disegna, quale rovescio della medaglia, la parabola discendente della Democrazia, dalla Costituzione prefigurata, verso il progetto piduistico – gelliano di una repubblica ove l’esecutivo abbia interminato peso nella vita politica della nazione, senza efficaci, istituzionali contrappesi.

E, forse, tanto tradimento costituzionale non è più un progetto, ma è la realtà che, giornalmente, stiamo soffrendo, rassegnati, volgarmente, infatuati, dal fare di renzi, per fare i suoi interessi e quelli delle cricche dei poteri forti italiani, europei, internazionali, perfino, che lo sostengono.

Stiamo parlando di massoneria?
Anche! Che ha la vista lunga! Della quale bisogna dubitare, se non temere qualsiasi imprevedibile machiavello nel costruire personaggi che appaiono, improvvisamente, sulla ribalta politica del pianeta in veste di profeti del buon governo, pronti a spazzare via dalla Terra l’ingiustizia, la fame, la povertà, le discriminazioni razziali, di genere, salvo a risultare gli  affascinanti gattopardi che con la parola reboante riescono a rendere sorde le folle, che fanno da sgabello al loro potere, disponibile a liquefarsi, se non più adeguato alle aspettative, progettualità dei loro grandi elettori, tutori, non di rado, da loro sconosciuti.

C’è qualcuno tra i nostri 25 Lettori che, nel Condividere siffatte nostre Argomentazioni,  non stia Pensando ai kennedy, alla “perestrioka” di gorbaciov, alla speranza accesa da barak obama negli “uomini e donne di colore” degli “states”, al francescanesimo di bergoglio ?  Personaggi politici la cui apparizione ha avuto e avrà un prezzo (dei quali bisognerebbe Indagare il mistero della loro apparizione sugli instabili scranni del potere): la conservazione “ad aeternum” di ciò che è, è stato nella Storia dell’uomo.

E nel nostro piccolo spazio e tempo italiettino non sarebbe igienico Illuminare la oscura facilità, inusitata in paese che ha permesso solo alle sgarrupate carambane di attingere i vertici delle istituzioni, con cui un renzi trentasettenne, senza grandi qualità intellettuali, se non la sua inossidabile faccia di “lato b”, abbia ”impollinato” 60milioni di italiettini ? Il “busillis” lo decritta lupi, quando dice: “Inciucio è esattamente la parola che non dobbiamo mai usare, come ha detto Berlusconi, riprendendo il monito del capo dello stato: si può essere diversi, scontrarsi in campagna elettorale con proposte alternative, ma per il bene del paese ci si può impegnare insieme per governare. Questo è il principio che deve ispirarci”.

Evviva, quindi, le larghe intese: non importa chi le deve coordinare e farsene interprete, purché, con un’immagine tratta dal questionare dei vecchi liberali, chi per censo, chi per antico lignaggio, chi per il possesso di una faccia di bronzo, pur di modesti natali, inserito nel “cerchio magico”, continui a intingere le mani nel “barattolo di marmellata”.

http://www.dabitonto.com/cronaca/r/l-elzeviro-intreccio-di-malaffare-e-familismo-amorale-l-inciucio-secondo-il-credo-di-lupi/5797.htm

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