L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 1 marzo 2015

Salvini riparte da Roma contro la Consorteria Pd al governo

Viaggio nella piazza romana di Salvini

Non solo Casa Pound. Con la Lega anche putiniani e monarchici


Piazza gremita e composita. A manifestazione conclusa si può dire che Matteo Salvini ha vinto la sua scommessa. In un pomeriggio soleggiato il leader della Lega è riuscito a riempire Piazza del Popolo molto più di quanto fece l'altro Matteo prima delle Europee.
Molto coreografico è stato l'ingresso dei militanti di Casa Pound che sono arrivati percorrendo le scalinate del Pincio con in mano cartelloni di solidarietà ai due marò e con le bandiere di “Sovranità”, il movimento politico fondato dal loro leader Simone Di Stefano.
Piazza del Popolo non accoglie solo i “ragazzi di Casa Pound” ma vede la presenza di tante altre forze che fanno riferimento all'estrema destra, radicate solo a Roma o solo in alcune piccole realtà locali. Ne sono un esempio il movimento veneto “Rinascere” o “Riva Destra” che fa riferimento a Fabio Sabbatani Schiuma, noto esponente della destra romana prima con An e poi, per un breve periodo, con il Pdl.
Tra le tante bandiere della Lega Nord-Padania spicca anche una bandiera dell'Italia monarchica, una forza politica due anni fa che si è anche presentata alle ultime elezioni comunali di Roma. I suoi militanti, davanti all'obiezione che i leghisti come Salvini fino a poco tempo fa propugnavano il distacco della Padania dall'Italia che i monarchici avevano unito, rispondono che ormai la Lega è cambiata e che è giusto stare dalla parte di chi difende gli italiani e la sovranità del nostro Paese dall'Europa. E dopo i monarchici si incontrano anche i vecchi cattolici integralisti che ammirano Salvini perché lui “sta con la Patria e con Gesù, mentre gli altri stanno con i gay e i musulmani e contro Gesù”. Poi vi sono gli anti-Marino dell'associazione Roma nel cuore che si occupa di denunciare i problemi e i disservizi della Capitale, dalle buche alla raccolta dei rifiuti.
Ogni manifestazione che si rispetta, poi, vede l'immancabile presenza delle bandiere dei quattro mori. A issarla è un vecchio missino di Carbonia (uno dei paesi più rossi della Sardegna) che non si vergogna di definirsi “fascista, molto deluso da Fini”. Praticamente assenti, invece, le bandiere di Fratelli d'Italia, nonostante il forte seguito che Giorgia Meloni gode a Roma. Evidentemente, ornai, anche i “fratellini” si sentono salviniani e non hanno problemi a riconoscersi nelle insegne della Lega. Discretamente numerosa è, invece, la presenza dei militanti del Pin, il Partito Italia Nuova, fondato qualche anno fa da Armando Siri, che condivide con la Lega la battaglia per la “flat tax”.
Dalla Sicilia arrivano i ragazzi di Spazio libero Cervantes, movimento di destra radicale nato a Catania dopo l'occupazione di una scuola. Il loro portavoce, Gaetano Fatuzzo, ha spiegato la sua presenza come un atto di fiducia condizionata in Salvini che “deve decidere se stare con i giovani identitari o con i vecchi democristiani o autonomisti di Raffaele Lombardo che hanno distrutto la Sicilia e che poco hanno a che fare col suo progetto sovranista”. Cospicua anche la presenza dei neo-leghisti umbri e toscani delusi da Silvio Berlusconi e di russi che chiedevano la fine delle sanzioni. In questo contesto stride alquanto lo slogan “Veneto libero” scandito dai supporter di Luca Zaia che ancora sperano nella secessione dall'Italia. Sono ancora tanti i leghisti della prima ora che mal digeriscono la svolta “nazionalista” del loro leader.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/viaggioo-nella-piazza-romana-salvini-1100257.html 

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