L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 1 marzo 2015

Sardegna, un'isola, un popolo abbandonato

No scorie nucleari in Sardegna

28 Febbraio 2015 ore 18:40

Crisi Sardegna, vescovi: “Stop sprechi sanità. No al deposito di scorie nucleari"

Riunione della Conferenza episcopale sarda. I vescovi hanno posto in particolare l'accento sul "drammatico problema della disoccupazione e della crescente povertà" nell'Isola, cui si associa "il progressivo spopolamento delle zone interne e dei picco
Ansa News
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La causa degli attentati agli amministratori locali "è sicuramente un degrado morale e culturale generale, ma anche l'isolamento in cui essi spesso vengono lasciati di fronte ai mille problemi che quotidianamente e con esigue risorse debbono affrontare, senza adeguata tutela della loro sicurezza personale e familiare". I vescovi sardi scendono in campo al fianco dei sindaci. Nella riunione tenutasi nei giorni scorsi a Cagliari, la Conferenza episcopale regionale, grande l'attenzione dedicata anche ad alcune tematiche relative al contesto socio-economico della Sardegna.
I vescovi hanno posto in particolare l'accento sul "drammatico problema della disoccupazione e della crescente povertà" nell'Isola, cui si associa "il progressivo spopolamento delle zone interne e dei piccoli centri, con l'arretramento dei tradizionali presidi dello Stato, dalle scuole alle caserme, e con l'allontanamento dei servizi essenziali".
Altro tema caldo è quello della riforma sanitaria. Al riguardo i vescovi sottolineano in particolare "che occorre grande decisione nell'eliminare gli sprechi e le spese inutili, soprattutto al fine di evitare il più possibile le scomode e dispendiose trasferte nei centri specializzati della Penisola".
Non minore preoccupazione è "la ventilata ipotesi che la Sardegna possa diventare, sul piano nazionale, un deposito di scorie radioattive. Oltre che una servitù insopportabile sotto il profilo ambientale, per la fragilità del sistema geologico e morfologico dell'Isola". L'ultimo appello della Conferenza episcopale è sulle scuole paritarie pubbliche, cattoliche e non, "che svolgono un importante servizio sociale" e che "costituiscono anche un notevole risparmio di risorse per lo Stato e per la Regione".

http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=15863

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