L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 marzo 2015

Stati Uniti, formalmente per l'abbattimento dell'Isis

Anche Bosnia e Ungheria contro il Califfato
di Redazione
11 marzo 2015, pubblicato in Enduring freedom
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Askanews – La Bosnia, Paese europeo con una forte componente musulmana, ha fatto dono all’Iraq di 500 tonnellate di munizioni per sostenerlo nella guerra allo Stato islamico (IS). Lo ha annunciato il ministero della Difesa bosniaco. “La Bosnia-Erzegovina fornirà al governo iracheno più di  500 tonnellate di munizioni.
Il nostro Paese contribuirà così alla guerra contro l’IS”, ha dichiarato all’Afp l’ufficio stampa del ministero. La decisione di fare questa donazione al governo iracheno è stata adottata dalla presidenza collegiale del Paese “su sollecitazione degli Stati Uniti che hanno chiesto alla Bosnia di unirsi alla coalizione anti-ISs”, secondo la stessa fonte. Circa 15 milioni di proiettili di 7,62 mm e 400.000 di calibro 14,5 mm saranno consegnati alle forze irachene, ha precisato sempre il ministero.
Si tratta di eccedenze di munizioni  che risalgono alla guerra di Bosnia del 1992-95. Le autorità di Sarajevo hanno preso, alcuni anni fa, la decisione di sbarazzarsi entro il 2020 di circa 16.000 tonnellate di eccedenze di armi e munizioni tramite la loro distruzione o donazioni ad altri Paesi.
La Bosnia ha già inviato nel 2011 una sessantina di cannoni da 120 mm alle truppe nazionali afgane. La presidenza per contro ha sconsigliato a febbraio le esportazioni di armamenti all’Ucraina, previste dall’industria locale, temendo delle misure di ritorsione da parte della Russia, in particolare nell’approvvigionamento di gas di questa ex repubblica jugoslava.
Anche l’Ungheria sta valutando di aderire alla Coalizione internazionale contro il gruppo jihadista dello Stato Islamico in Iraq, dispiegando un contingente di 100 militari in questo Paese. Lo ha indicato il capo della diplomazia di Budapest, Peter Szijjarto. “Il Parlamento potrebbe pronunciarsi  a metà aprile e le truppe ungheresi arrivare in Iraq durante la seconda metà di maggio”, ha spiegato il ministro di fronte alla stampa.
 

Su richiesta degli Stati Uniti, i soldati saranno impegnati nella protezione di un centro di addestramento a Erbil (dove già operano consiglieri militari europei sotto comando alternato tedesco e italiano), nel Kurdistan iracheno, ha precisato. L’invio delle truppe necessita di una maggioranza dei due  terzi al parlamento ungherese.
Szijjarto è convinto che il quorum sia raggiunto grazie ai voti di alcuni parlamentari dell’opposizione che hanno preannunciato sostegno a questa iniziativa. L’Ungheria, Paese membro della Nato, ha già inviato munizioni in Iraq lo scorso anno nel quadro della lotta contro l’Isis.
(con fonte Askanews)

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