L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 marzo 2015

Stati Uniti schiacciano tutte le Nazioni che rifiutano e si pongono in Alternativa al Capitalismo Assoluto

Eva Golinger rivela i piani degli Stati Uniti in Venezuela

Eva Golinger rivela i piani degli Stati Uniti in Venezuela
 

Washington ha classificato il Venezuela come una minaccia per la sicurezza interna degli Stati Uniti

Dichiarare una emergenza nazionale e classificare il Venezuela come una minaccia per la sicurezza interna degli Stati Uniti aggrava ulteriormente i rapporti già in difficoltà tra i due paesi. Come è già successo con Panama e Granada, è probabile che gli Stati Uniti finiranno per attaccare militarmente il Venezuela. Ma questi due paesi come anche Caracas non rappresentano una minaccia per gli Stati Uniti, ma a differenza dei primi, il paese sudamericano ha risorse strategiche.  L'avvocatessa e scrittrice Eva Golinger ha analizzato i piani degli Stati Uniti in Venezuela per RT
 
È reale la minaccia di un'azione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela?
 
L'ordine esecutivo del presidente americano Barack Obama è una norma che si applica in tempo di guerra in difesa della nazione, anche se "il Venezuela non rappresenta davvero una minaccia, anche economica", spiega la Golinger. Per l'avvocatessa e scrittrice è da quì che nasce la preoccupazione.
 
"Nel decreto di Obama contro il Venezuela si è definita la minaccia che rappresenta il Venezuela per gli Stati Uniti come una serie di situazioni interne al Venezuela stesso e che in realtà non hanno alcun impatto sulla sicurezza degli Stati Uniti, e questo significa che in realtà è davvero arbitrario l'uso di questa legge: solo per intraprendere azioni più consisteìnti contro il Venezuela ", sostiene la Golinger.
 
Dichiarando uno stato o una organizzazione come una minaccia per la sicurezza nazionale, il governo degli Stati Uniti "si auto giustifica" per agire contro di loro, sia economicamente che militarmente, dice la Golinger. Quindi, ciò che i politici venezuelani temono è proprio “un'azione bellica da parte degli Stati Uniti". E questa paura non è infondata se ci si ricorda, ad esempio, dei casi di Panama e Granada, prosegue la Golinger. A differenza di questi due paesi, il Venezuela ha risorse strategiche -principalmente petrolio-, il che lo rende "ancor di più un obiettivo per gli Stati Uniti
 
L'intera regione subirà le conseguenze delle azioni degli Stati Uniti
 
Il decreto di Obama consente di punire qualsiasi persona o organizzazione in Venezuela, o anche i governi che sostengono le prime, e non solo i sette militari venezuelani già puniti. Pertanto, si tratta di una misura con "ampie capacità e conseguenze" non solo in questo momento, ma anche per il futuro, spiega la Golinger.
 

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