L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 marzo 2015

Turkish Stream, i vertici europei si sentono tagliati fuori


Gas scontato alla Turchia

Mosca ed Ankara hanno concordato una riduzione del prezzo sulla fornitura della preziosa risorsa mentre la 'Ue, tagliata fuori dai giochi, finorà col pagare di più per il trasporto
Mentre Mosca ed Ankara fanno affari in materia energetica l'Unione europea sembra destinata a pentirsi amaramente per l'atteggiamento adottato nei confronti del progetto del gasdotto South Stream che il Cremlino ha deciso poi di abbandonare.



Russia e Turchia hanno infatti concordato uno sconto sul prezzo del gas destinato al Paese affacciato sul Mediterraneo.

La riduzione, così come rivelato dal ministro dell'Energia turco Taner Yildiz, sarà del 10,25%. Nel dettaglio si apprende che l'intesa è stata raggiunta tra l'azienda russa Gazprom e quella turca Botas.

Tale "favore" concesso da Mosca ad Ankara sarebbe parte di un progetto lanciato l'anno scorso e relativo alla costruzione di un gasdotto sostitutivo del South Stream e denominato Turkish Stream.

La Gazprom ha tutto l'interesse ad avviare la realizzazione della nuova rete di tubi il prima possibile, anche perchè diversi dotti sono in attesa di essere impiegati e si trovano già da quattro mesi stoccati a Varna in Bulgaria. Il colosso energetico russo sta sborsando una grande somma di denaro per tenere lì i condotti.

Per dare il via ai lavori si attende solo l'autorizzazione del governo di Ankara che consentirà così alla Gazprom di costruire in acque territoriali turche.

Il gasdotto dovrebbe avere una capacità di 63 miliardi di metri cubi e la fornitura per la Turchia dovrebbe ammontare ai 15,75 miliardi di metri cubi, mentre il resto sarebbe destinato all'Europa. La consegna è prevista per il 2016.

La Turchia, come è noto da mesi, punta a divenire un hub strategico in ambito energetico. Il governo ha infatti fiutato la possibilità di fare affari proprio quando i colloqui sul South Stream tra l'Ue e Mosca si sono resi difficili, subentrando a Bruxelles nelle trattative con Putin.

Tale accelerazione russa ha irritato i vertici europei che si sentono tagliati fuori.

Il vice presidende della Commissione Maro? ?efčovič europea ha, infatti, fatto sapere che non si può prescindere dall'interpellare Bruxelles in quanto il progetto coinvolge la Grecia che è uno stato membro.

Erdogan è però in ballo per un altro gasdotto, ovvero il Tanap (Trans-Anatolian Natural Gas Pipeline) che, attraverso il Tap (Trans-Adriatic Pipeline) dovrà portare il gas azero in Europa entro il 2018.

La capacità del gasdotto è stimata intorno ai 16 miliardi di metri cubi di gas, con la possibilità di espanderla a 31 miliardi. La quantità di gas diretto in Turchia dovrebbe aggirarsi intorno ai 6 miliardi, mentre i restanti 10 dovrebbero raggiungere il mercato europeo. Il Tanap sarà lungo 1.850 chilometri e dopo aver lasciato l'Azerbaijan costeggerà il confine con la Georgia, la Turchia e, infine, la Grecia.

Questo secondo piano pemetterà di ridurre la dipendenza dal gas russo.

La Turchia sembra quindi decisa a giocare su più fronti, proprio come piace al suo presidente Erdogan. Forse con il senno di poi Bruxelles sarebbe stata più cauta nelle relazioni con Mosca, che stizzita dal suo atteggiamento remissivo ha, infatti, trovato altri partner con cui portare avanti un progetto energetico equivalente.

Sul fronte del gas per i Paesi membri non si prospetta nulla di buono. Lo scenario più probabile porta a far credere che il gas arriverà sì nel cuore del "Vecchio Continente", ma ad un prezzo maggiorato rispetto a quanto sarebbe stato se il "South Stream" non avesse incontrato alcun ostacolo.
(Luigi Maria Rossiello)

http://italintermedia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=80960&typeb=0&Loid=226&Gas-scontato-alla-Turchia

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