L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 17 marzo 2015

Ucraina vogliono dimezzarsi i debiti quando schiaffeggiano, sanzionano vogliono armi sempre piu letali, imbecilli

Kiev si dimezza il debito


UCRAINA - Kiev 16/03/2015. L'Ucraina è ad una impasse negli intensi negoziati con i suoi creditori internazionali che resistono i tentativi del paese di scontare una parte del debito pubblico del paese.
Indebolito dalla guerra, con i separatisti filo-russi nella regione orientale, il Pil ucraino è caduto del 15,2 per cento rispetto allo scorso anno, il dato più consistente in più di cinque anni, secondo l'ufficio statistiche del governo, mentre la grivna è la valuta con la performance peggiore al mondo. Occorre tenere presente che le terre nella regione orientale del paese, oggi teatro degli scontri, in passato hanno rappresentato quasi un quarto della produzione industriale, con il risultato che negli ultimi tre anni, il Pil dell'Ucraina è dimezzato. Così non avrebbe dovuto sorprendere nessuno che il ministro delle Finanze ucraino, Natalia Yaresko, abbia avvertito i creditori, il 13 marzo, che avrebbero dovuto accettare una cancellazione di una parte del debito pubblico del paese, che ammontava a 68,9 miliardi di dollari nel mese di gennaio, secondo il ministero. Ma i creditori sperano di limitare la riduzione del debito e delle svalutazioni: i creditori internazionali dell'Ucraina hanno formato un gruppo e hanno assunto a rappresentarli la Blackstone, società di consulenza statunitense per investimenti internazionali. Blackstone negozierà con la Lazard, che sta rappresentando il governo ucraino e rappresenta anche la Grecia nei suoi negoziati con i creditori europei. La ristrutturazione del debito, secondo i piani ministeriali, comporterà svalutazioni, nonché una proroga della scadenza dei debiti e riduzioni, ha detto Yaresko in una conference call con creditori e media il 13 marzo. Oltre a un prestito di 17,5 miliardi di dollari dal Fondo monetario internazionale, il salvataggio del ministero prevede di raccogliere 15,3 miliardi di dollari dalla ristrutturazione del debito. La ristrutturazione dovrebbe includere il debito delle banche statali, tra cui Oschadbank e Ukreximbank, il cui prestito obbligazionario da 750 milioni di dollari con scadenza 27 aprile 2015, verrà incluso nella ristrutturazione, come lo saranno gli Eurobond emessi da Kiev. Faranno parte anche della ristrutturazione le tre emissioni obbligazionarie del fondo infrastrutturale ucraino Fininpro del valore di 1,8 miliardi di dollari con scadenza 2017 e 2018. La domanda a cui non c'è ancora risposta è una sola: la Russia, che ha 3 miliardi di dollari di debito pubblico dell'Ucraina, accetterà la ristrutturazione? Il ministero delle Finanze russo aveva già detto a febbraio che non avrebbe accettato. Il rifiuto della Russia potrebbe portare ad un default ucraino e anche il Fondo monetario internazionale ha ammesso che gli sforzi per ripristinare la stabilità finanziaria in Ucraina possa creare rischi «eccezionalmente elevati di ulteriore conflitto e scontentare i creditori.

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