L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 marzo 2015

un agire appassionato che, quando anche la situazione sembra disperata e senza possibilità di riuscita, non abbandona l'ottimismo militante della volontà

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Viterbo - Sabato pomeriggio alle 17.30 presenterà il suo ultimo libro "Il futuro è nostro"

Diego Fusaro
























































































































































Diego Fusaro

VITERBO - Sabato pomeriggio alle 17.30, appuntamento con gli speciali.
 
Ospite al Consorzio delle biblioteche Diego Fusaro. Studioso della “filosofia della storia” e delle strutture della temporalità storica, presenta il suo ultimo libro “Il futuro è nostro” (Bompiani 2014). 

Un colpo di frusta alla retorica della realtà come situazione immutabile, all’abitudine di prenderne atto anziché costruirne una migliore. Sostiene Fusaro, come il primo compito di una filosofia resistente sia quello ripensare il mondo come storia e come possibilità, creare le condizioni per cui gli uomini si riscoprano appassionati ribelli in cerca di un futuro diverso e migliore.
A partire da questo pensiero in rivolta, si può combattere il fanatismo dell’economia: e, di qui, tornare a lottare in vista di una più giusta “città futura”, un luogo comune di umanità in cui ciascuno sia ugualmente libero rispetto a tutti gli altri.
Opportunità da cogliere, spinta  da un sistema economico che, a differenza dei regimi del passato, non pretende di essere perfetto: semplicemente nega l’esistenza di alternative.

L’appuntamento si terrà presso la sala conferenze “Cardarelli” del Consorzio. Viale Trento 18/e.


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