L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 30 marzo 2015

Yemen, si bombarda umanamente il popolo yemenita, perchè il governo il-legittimo lo ha chiesto


La crisi in Yemen, perché la chiamano “regionale” ?

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yemen

Abbiamo scoperto un altro cattivone al quale farla pagare cara. Ancora una volta in nome della nostra superiorità di valori occidentali sarà violata la sovranità di uno stato sovrano, lo Yemen. A condividere i nostri valori occidentali ci saranno anche le petromonarchie del Golfo, ma tutto fa brodo quando si tratta di bombardare qualche paese.

La chiameranno crisi regionale. Ci sta mezzo mondo ma chiamarla regionale sembra una cosa più limitata e fa meno paura. Ma non far preoccupare i nostri rappresentanti politici è un falso problema. Loro non hanno paura della guerra, soprattutto non sanno neppure indicare nella carta geografica dove si trova lo Yemen.

L’importante è non far sapere niente alla nostra ministra Pinotti. Poverina è rimasta così male quando aveva proposto di mandare 5.000 militari italiani in Libia e gli avevano spiegato che non è lei a decidere quando l’Italia deve entrare in guerra. Ci penserà, in compenso, l’autorevolezza della nostra Mogherini nella qualità di Alto Rappresentante della politica estera dell’Unione Europea a sanare il conflitto.

Lo so, non sapevate che l’Europa avesse una politica estera europea anzi non sapevate neppure che avesse una politica estera ed in effetti continua a non averla, però ha il rappresentante della politica estera ed è una nostra connazionale. Secondo la nostra rappresentante “l’azione militare non è una soluzione”. Inoltre, ha spiegato, che gli ultimi sviluppi hanno peggiorato la già fragile situazione e rischiano di avere serie”conseguenze a livello regionale . Solo un accordo politico può riportare la pace nel paese e perseguire l’unità territoriale”.

Per dire queste cose abbiamo avuto bisogno di creare l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea. Non avrei mai pensato di dover rimpiangere la politica estera di Andreotti, di Craxi e perfino di Berlusconi. Ma torniamo ai bombardamenti. E’ stato deciso per motivare i bombardamenti che esiste un governo illegittimo. Su cosa si basano queste distinzioni fra governo illegittimo e governo legittimo? I governi illegittimi sono quelli che sono bombardati dalle potenze occidentali o dai loro alleati. Adesso la distinzione è più semplice.

Non riuscivamo a distinguere la differenza tra l’ex presidente Saleh ed il nuovo presidente Hadi. Tutti e due erano amici dei sauditi ma con un livello di amicizia diverso. Ma con i bombardamenti la distinzione è più chiara. L’illegittimo è Saleh in quanto bombardato. Ma ora ci penseranno le potenze campioni di democrazia e portatrici di valori occidentali a bombardare al paese i nostri sacri valori.
Quali sono questi paesi? Tutti i paesi delle petromonarchie tranne l ‘Oman, troppo vicino allo Yemen e quindi a rischio di avere qualche bomba amica. Quindi Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar, Bahrein e, sapendo che si tratta di bombardare, è intervenuto il governo dell’Egitto che per il suo ruolo di paese bombardante ed in virtù della distinzione che abbiamo fatto prima è passato di diritto nel ruolo di governo legittimo. Poi ancora, Marocco, Giordania e Sudan.
Tutti questi paesi non volevano ma è stato lo stesso presidente Haidi a chiedere il loro intervento. Come si fa a dire di no a richieste di aiuto. Cosa hanno fatto gli altri paesi? Gli USA si impegnano per il supporto logistico. Non ho mai capito che cosa voglia dire, ma ho capito che sosterranno il bombardamento. John Kerry non poteva trascurare un’occasione come questa per menare la mani, per cui ha tenuto una conferenza telefonica con i paesi bombaroli per manifestare la sua adesione al presidente Hadi. Qualcuno ha collegato il tempismo di questi bombardamenti alla trattativa tra Iran e Obama per il delicato negoziato per il nucleare dell’Iran? Qualcuno ha pensato che si voglia sabotare questo determinante accordo per il futuro del Medio Oriente ?

No! Non si usa fare questi collegamenti e non si usa intervenire politicamente per inibire la voglia di guerra dell’Arabia Saudita, della Turchia e dello stato di Israele che vuole conservare il suo monopolio di 200 testate nucleari e la sua voglia di cancellare la Palestina ed i palestinesi. Bisogna dire che si tratta di un conflitto “ regionale” tra un ex presidente Saleh ed uno nuovo Hadi. Questo deve bastare .

Se poi volete, ci possiamo aggiungere qualche comparsa. Gli Houthi, i ribelli del Nord, poi l’Al-
Qaeda della penisola arabica che si oppone sia agli Houthi che al presidente Hadi. Inoltre una presenza dell’ISIS ,filiale yemenita, che cerca di far concorrenza alla filiale superstite dell’Al- Qaeda della penisola arabica. Servono per far pensare che si tratta di un conflitto regionale. Non si arriva alla guerra totale annunciandola brutalmente, la gente potrebbe spaventarsi. Ci vogliono queste dosi omeopatiche che ci stanno da tempo somministrando.

http://www.ilquotidianoitaliano.it/esteri/2015/03/news/la-crisi-in-yemen-perche-la-chiamano-regionale-181252.html/

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