L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 aprile 2015

Boeri sta lentamente prendendo coscienza che è la foglia di fico, sulle pensioni, del governo Pd

BOERI – Il numero uno dell’ente previdenziale, prendendo parte a una trasmissione tv dedicata al tema,  ha annunciato una serie di novità in arrivo a partire da maggio mostrandosi molto amareggiato per la scarsa incisività mostrata dal governo Renzi in merito alla riforma e al rinvio delle  modifiche alla Legge Fornero. Il  bocconiano ha anche attaccato il ministro Poletti – che continua a promettere tavoli di confronti senza poi organizzarne neanche uno – e il neo presidente alla spending review Yoram Gutgeld, che ne ha delegittimato il programma di tagli alle pensioni alte, sottolineando come ‘politicamente si sia scelto di non farlo. Boeri invece vorrebbe partire proprio da un taglio alle pensioni più elevate, visto che, secondo lui, ‘ci sono persone che prendono pensioni molto alte non proporzionali ai contributi versati': questa considerazione induce il professore della Bocconi a ritenere che ‘i titolari di questi trattamenti potrebbero aiutare a combattere la povertà’ attraverso piccole decurtazioni sui propri assegni, un disegno questo rigettato finora per via di una ‘precisa scelta politica’. Boeri è diventato un disco rotto che ripete in ogni occasione la stessa tiritera, pur non trovando sponda nel mondo politico.

 http://www.firenzepost.it/2015/04/01/pensioni-boeri-da-giugno-nuovi-tagli-gutgeld-consigliere-di-renzi-no-gia/

 

La vendetta di Cottarelli. La sua spending review adesso finisce on line

Ecco il lavoro del commissario straordinario voluto da Letta e cacciato da Renzi

 Sul sito revisionedellaspesa.gov è consultabile il lavoro svolto dall’ex commissario straordinario nominato dal governo Letta che, dopo il suo ritorno al Fmi, è stato sostituito da Renzi con i fedelissimi Yoram Gutgeld e Roberto Perotti.

... I pensionati che svolgono incarichi di governo, sia a livello nazionali o locale, o in enti istituzionali come Quirinale, Corte dei Conti, Consiglio di Stato e Tar, sarebbero invece tenuti a riversare allo Stato l'importo della pensione, evitando i cosiddetti “cumuli”....

http://www.ilgiornale.it/news/politica/online-piano-cottarelli-sulla-spending-rewiew-1112173.html 

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