L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 aprile 2015

Def, di questo passo moriremo 365 giorni all'anno


Infrastrutture, da appalti a tpl, i dossier ancora aperti
Su tavolo anche allegato infrastrutture a Def, scelte 49 opere
Graziano Delrio © ANSA
Graziano Delrio © ANSA
Redazione ANSA ROMA
02 aprile 201520:25 News
Dal nuovo Codice degli appalti alle concessioni autostradali, dalla privatizzazione di Fs alla riforma del trasporto pubblico locale. Sul tavolo del nuovo ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono molti i dossier avviati in quasi due anni di lavoro da Maurizio Lupi e rimasti aperti dopo le sue dimissioni.
Tra questi c'è anche nuovo Allegato infrastrutture al Def, che dovrebbe arrivare martedì al Cdm e che è stato predisposto con l'obiettivo di una drastica riduzione delle opere prioritarie: come annunciato dal ministro dell'economia Pier Carlo Padoan avrà una lista di 49 progetti selezionati rispetto a quelli esistenti.
    Una delle prime cose da portare a termine, alla luce dei tanti casi di corruzione negli appalti, sarà l'approvazione del disegno di legge delega per la riforma del Codice degli appalti: il testo è fermo al Senato e l'obiettivo del vice ministro Riccardo Nencini, che ha la delega, è di concludere l'iter entro fine anno. Lupi, sollecitandone l'approvazione nella sua informativa al Parlamento, l'aveva definita "un'occasione unica per rafforzare la qualificazione degli operatori e semplificare il quadro normativo".
Sul fronte dei lavori pubblici, oltre all'allegato Infrastrutture, c'è la riforma della legge obiettivo. Resta anche da capire cosa accadrà alla Struttura tecnica di missione, la struttura che sovrintende alla legge obiettivo, per anni diretta dal super dirigente finito agli arresti Ercole Incalza: nelle intenzioni del premier Renzi c'è l'idea di portarla a Palazzo Chigi. E' stato inoltre approntato il Regolamento edilizio unico, uno schema omogeneo per tutta Italia.
    Per il ''neo ministro'' Graziano Delrio restano inoltre da portare a compimento alcune riforme del settore trasporti: il ddl sul trasporto pubblico locale (pronto per andare in consiglio dei ministri); il Piano dei porti e della logistica, già pronto e va poi portato al cdm; il Piano degli aeroporti, che punta a razionalizzare e ridurre le inefficienze individuando 12 scali strategici, arrivato agli ultimi step.
    Lavori in corso anche sulla privatizzazione di Ferrovie dello Stato, con una task force congiunta Ministero infrastrutture-Tesoro per arrivare alla quotazione nel 2016. E sulla riforma del Codice della strada, all'esame del Parlamento.
Resta infine l'incognita sulle concessioni autostradali: lo Sblocca Italia ha introdotto la proroga senza gara, ma l'Europa ha aperto una pre procedura di infrazione e una decisione e' attesa entro marzo. E' invece un dossier ancora da aprire quello che riguarda Uber, il servizio di auto a noleggio prenotabile dal cellulare, che ha fatto insorgere i tassisti: la normativa italiana su taxi e auto con conducente è del 1992 e, anche alla luce delle recenti vicende, sembra arrivato il momento di regole nuove.

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/04/02/infrastrutture_2ca251e8-31ee-48e2-b39e-70491f1f77de.html

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