L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 aprile 2015

Tutto quello che il governo Pd ha fatto sulla giustizia è acqua calda


Giustizia, ecco la ricetta (con sorpresa) della Commissione Gratteri
di  Redazione IBTimes Italia | 02.04.2015 
 Rischio attentato a Reggio Calabria, la 'ndrangheta vuole uccidere Nicola Gratteri
Nicola Gratteri agostinoriitano.wordpress.com
13 mesi fa il procuratore aggiunto Nicola Gratteri era il prescelto ufficiale dal governo per insediarsi in via Arenula, sede del Ministero della Giustizia. Poi, su pressioni dell’ex PDR Giorgio Napolitano, la scelta cadde su Andrea Orlando.
Da allora Gratteri si è insediato in un’altra veste, quella di collaboratore del governo e di guida della Commissione che prende il suo nome, per avanzare una serie di proposte in materia di giustizia. Dopo gli spunti presentati lo scorso autunno sulla legislazione antimafia, ora la Commissione ha elaborato una vastissima serie di proposte, che variano dalla riforma del processo penale all’introduzione di nuovi reati, alla modifica delle (poche) leggi in materia approvate dal governo Renzi.
Ma a fare discutere sarà soprattutto la presa di posizione sull’argomento del momento: le intercettazioni.
“In qualsivoglia richiesta o provvedimento (a eccezione delle sentenze) non può essere inserito il testo integrale delle intercettazioni, a meno che la riproduzione testuale dell’intera comunicazione intercettata non sia rilevante ai fini della prova” è il testo, riportato dal Fatto Quotidiano, della proposta Gratteri.
Proposta che va nel senso auspicato da destra e sinistra sul divieto di pubblicare intercettazioni “non penalmente rilevanti”. Farà discutere anche l’introduzione del nuovo reato di “pubblicazione arbitraria di intercettazioni”, punito addirittura da due a sei anni di reclusione. Eccessivo, se si pensa che il falso in bilancio votato ieri dal Senato punisce da uno a cinque anni le false comunicazioni per le società non quotate, il 99% del totale.
RICORSI INAMMISSIBILI
Per sveltire l’iter processuale, ben tre i gradi di giudizio senza filtro ai ricorsi degli imputati condannati in primo o secondo grado, ma che puntano alla prescrizione, viene proposta la “possibilità della ‘dichiarazione d’inammissibilità’ per evitare l’inutile inoltro degli atti al giudice d’appello e di Cassazione”.
INFORMATIZZAZIONE PROCESSO, TAGLIO TEMPI E COSTI
Uno dei cavalli di battaglia di Gratteri da quando è diventato un personaggio noto alle cronache nazionali è l’informatizzazione del processo, tema che consentirebbe di tagliare tempi e costi (sarebbe uno dei 12 punti della riforma della giustizia presentata ormai un anno fa dal governo Renzi).
Rilascio degli atti su supporto informatico e introduzione (ovviamente secondo tempi e modi da scandire) del processo telematico. Nella categoria “abbattiamo tempi e costi” c’è anche l’incoraggiamento sull’utilizzo dei riti alternativi (abbreviato, patteggiamento, giudizio immediato)
LE MODIFICHE ALLE RIFORME DI RENZI
Ci sono proposte che modificano, nella sostanza, riforma approvate (autoriciclaggio, voto di scambio) o in via di approvazione (prescrizione) del governo Renzi. Segno che i compromessi della maggioranza finiscono per rendere troppo spesso zoppe le leggi in materia di giustizia.
Sul voto di scambio (416-ter, modificato lo scorso anno e oggetto di critiche dello stesso Gratteri), si punta ad allargare lo spettro della punibilità del reato e alzare le pene, oggi da 4 a 10 anni, con una reclusione “non inferiore ai 10 anni”, al contempo armonizzando le pene degli altri reati di mafia.
Sull’autoriciclaggio si intende anche in questo caso allargare lo spettro della punibilità, con preciso riferimento al reato compiuto dai colletti bianchi. Sulla prescrizione invece si incide molto più nel profondo rispetto alla legge licenziata alla Camera pochi giorni fa, che prevede solo un aumento dei termini per taluni reati di corruzione e lo stop, rispettivamente per due anni e un anno dopo giudizio di primo grado e Appello, ma solo in caso di condanna. La proposta della Commissione Gratteri è di stoppare i termini una volta richiesto il rinvio a giudizio dell’imputato e di cessare il decorso dopo il primo grado. Il principio è condurre in porto un processo, per cui lo Stato ha impiegato tempo e risorse. In caso di “lentezze eccessive” da ascrivere alla macchina giudiziaria, l’imputato verrebbe risarcito con un “rimedio compensativo non pecunario”, vale a dire sconti di pena.
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http://it.ibtimes.com/giustizia-ecco-la-ricetta-con-sorpresa-della-commissione-gratteri-1396623

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