L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 30 maggio 2015

Africa, come nascono i profughi e migranti, niente ospedali, niente scuole e niente commercio

2015-05-29

AFRICA/MALAWI - Una finanziaria “da far paura” che aggrava le già difficili condizioni della popolazione


Lilongwe (Agenzia Fides) - Una legge finanziaria “da far paura” è quella che è stata presentata al parlamento del Malawi. Come riferisce all’Agenzia Fides p. Piergiorgio Gamba, missionario monfortano, “dopo due anni senza i fondi concessi dai paesi donatori che coprivano fino al 40% del bilancio statale, il governo è stato costretto a operare tagli in tutti i settori, dalla sanità all’educazione fino al programma che era rimasto finora intatto, quello che distribuiva fertilizzanti a oltre un milione e mezzo di contadini. Un programma che dopo anni di critiche da parte dell’opposizione è diventato insostenibile anche per il governo di turno, che su questa distribuzione basava tanta parte del successo elettorale”.
La sospensione degli aiuti stranieri deriva dal cosiddetto Cashgate, lo scandalo della malversazione dei fondi internazionali da parte di diversi politici e funzionari locali (vedi Fides 10/11/2014).
“Le tasse ormai hanno raggiunto livelli troppo alti per la popolazione, ed è proprio sulle tasse che si basa tutta la finanziaria. Per questo viene definita ‘Scary’ - da far paura” dice p. Gamba. “Quest’anno resterà nella storia della gente del Malawi come un anno buio: gli ospedali avranno meno medicine, le scuole avranno costi impossibili (sono stati soppressi anche tutti i bonus per gli studenti universitari) e più in generale i commerci stagneranno”.
“Ha fatto poi scalpore - continua p. Gamba - l’introduzione di una tassa del 10% sugli sms e sull’uso di internet. Tra mancanza di elettricità e il difficile funzionamento di questi mezzi di comunicazione, questo tributo non è certo una benedizione per le comunicazioni sociali, anche se le tasse sulle batterie per radio e torce sono state ridotte”
“Già provato dall’alluvione e dalla siccità, dalla xenofobia del Sudafrica (che ha costretto buona parte dei migranti malawiani a rientrare in patria) e dal calo dei prezzi delle materie prime, come quello del cotone, che è sceso a 178 Malawi Kwacha (30 centesimi di euro al Kg), il Malawi si trova all’inizio di un anno di fame. E questo era l’anno dell’Expo di Milano, della soluzione dei problemi alimentari per tutti gli abitanti del pianeta Terra: la guerra alla fame non è nemmeno iniziata in tante aree del mondo, in Africa in particolare” conclude il missionario. (L.M.) (Agenzia Fides 29/5/2015)

http://www.fides.org/it/news/57741-AFRICA_MALAWI_Una_finanziaria_da_far_paura_che_aggrava_le_gia_difficili_condizioni_della_popolazione#.VWlMAOeptE4

Nessun commento:

Posta un commento