L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 24 maggio 2015

Africa, come NON creare profughi e migranti, basta non sfruttare le terre e farle gestire alle comunità

Sostenere l'Africa per uno sviluppo mondiale più giusto

22-05-2015  di Flavia Cerino
fonte: Città Nuova Dal 27 al 31 maggio nella Mariapoli Piero, a Nairobi, in Kenya, si svolgerà il congresso internazionale dell'Economia di Comunione. Qual è la sua importanza? Intervista all'economista Luigino Bruni


Africa EdC Nelle ore in cui si discute dei metodi per fermare i barconi con gli immigrati, occorre anche chiedersi come sostenere i giovani africani affinchè rimangano nel loro Continente.
L’imminente Congresso internazionale dell’Economia di Comunione apre un dialogo su questo tema anche per il mondo occidentale.
L'economista Luigino Bruni presenta il congresso e le motivazioni che portano in Africa questo importante appuntamento: «Andiamo in Africa - afferma - per due ragioni: abbiamo lanciato l’Economia di Comunione in questo continente nel 2011 e da lì sono partite 20 imprese EdiC che danno utili per i poveri: questo ci dice che lì c’è vita, c’è una primavera da sostenere e incrementare.
Poi ci andiamo perché l’Africa oggi è un punto di vista molto interessante, quello di chi guarda il nostro mondo dalla postazione di Lazzaro e non da quella del ricco epulone. Oltretutto noi saremo a Nairobi, nell’Africa sub sahariana. In un momento in cui l’Africa è il centro delle contraddizioni del sistema economico globale, noi andiamo lì per dare un messaggio al mondo: nessuno sviluppo, nessuna ripresa del mondo in occidente - dopo la crisi - ha un senso ed è sostenibile se non passa dall’Africa, se in questa ripresa non si include anche l’Africa».
«Oggi - conclude Bruni - noi stiamo scaricando sull’Africa i nostri problemi legati all’inquinamento, all’energia, alle materie prime, noi stiamo ancora depredando in qualche modo l’Africa, basta pensare ai telefonini, quindi non è pensabile, non è né etica né giusta un’economia mondiale migliore che non includa per un futuro migliore anche questi popoli che sono tra i più poveri».

http://www.cittanuova.it/c/446935/Sostenere_l_Africa_per_uno_sviluppo_mondiale_pi_giusto.html

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