L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 maggio 2015

Dollaro carta straccia, arriva sempre il momento in cui viene presentato il conto

Dollaro addio? Il momento epocale si avvicina

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dollaro
Forse sta avvicinandosi un momento epocale per il mercato finanziario mondiale: la fine del dollaro. Fra pochi mesi si dovrebbe riunire il Fondo Monetario Internazionale per decidere il paniere di valute dei diritti speciali di prelievo.

Detto così non sembra un evento eccezionale , occorre almeno accennare a cosa sia il FMI. Per economia di relazione possiamo dire che il FMI è una delle organizzazioni che di fatto esercita un immenso controllo sull’economia mondiale e attraverso la Banca Mondiale, di fatto, concedendo prestiti ai paesi, ne condiziona pesantemente la scelta politica. La moneta di riferimento di tutto questo meccanismo che abbiamo semplicizzato al massimo era ed è il dollaro.

Tutti i rapporti di cambio erano fissi tra le valute ed erano agganciate al dollaro. A sua volta il dollaro era agganciato all’oro. Nel 1971 Nixon decise di abolire la convertibilità in oro . Da quel momento a garantire la carta dollaro il governo degli USA avrebbe stampato altra carta dollaro.

Per continuare il meccanismo di stampa di dollari è necessario che gli altri paesi continuino ad usare la carta dollaro. Se gli altri paesi decidono di non usare il riferimento dollaro il giochino della stampa di dollari si interrompe. Intanto gli USA hanno accumulato il più profondo debito pubblico della storia finanziato da carta dollaro.

Debito che riescono a sopportare grazie alla valvola di sfogo della stampa di dollari e dal fatto che questi dollari vengono utilizzati dagli altri paesi. In questo gioco del riferimento al dollaro rientra anche il mercato del petrolio.

Anche gli sgozzatori dell’ISIS finanziati da USA e dalle Petromonarchie del Golfo usano le sciabole per tagliare le teste ma per commercializzare il petrolio usano dollari e banche dell’area del dollaro. Se si restringer l’area del dollaro il meccanismo si inceppa. Per cui è molto plausibile che quando Gheddafi ha cercato di creare il Dinaro D’oro , una moneta che vedeva le valute degli stati africani ( tranne Egitto e Sud Africa) garantite dalla convertibilità con l’oro, gli alleati USA in particolare Francia e Italia hanno deciso di bombardare la Libia.

Sotto i bombardamenti le principali istituzioni bancarie internazionale in Libia decidevano come spartirsi quello che veniva chiamato il tesoro di Gheddafi e che in realtà era la banca centrale della Libia. Ancora adesso mentre i governi libici sono due la gestione della banca centrale è unica. Come Italia noi compriamo a tutt’oggi circa un Miliardo all’anno di gas e petrolio dalla Libia pagando alla banca centrale libica . Così fanno pure gli sgozzatori dell’Isis per la vendita del petrolio e così fanno i gestori del mercato dei barconi. Solo la nostra Ministra crede che a gestire l’immenso affare del traffico umano possano essere i morti di fame degli scafisti.

Tornando al dollaro stiamo assistendo a sempre più paesi che si stanno sottraendo all’area del dollaro. Se lo fanno paesi come il Brasile o il Venezuela poco male per gli USA. Ma se l’area si allarga a nuovi protagonisti di dimensione diversa il gioco cambia. Secondo Future Money Trends la Cina e la Russia stanno accumulando oro.

La Cina inoltre è anch’essa produttrice di oro ed è il più grande paese importatore. Non solo accumula oro ma neppure un grammo del metallo prezioso lascia la Cina. Consultando un po’ di Bignami ricordiamo che il successo economico degli USA è stato fondato con la convertibilità dell’oro ed una moneta si regge sulla credibilità finché, appunto, la credibilità sopravvive.

Come per il re nudo può sempre arrivare il momento che qualcuno pronunci la frase : il re è nudo. Dopo di che la voglia di liberarsi della carta dollaro a favore di un valore come l’oro può manifestarsi in qualsiasi momento.

Gli scenari possono essere drammatici. Gli Usa fino ad oggi hanno assicurato la loro presenza finanziaria con le guerre e con la politica di destabilizzazione delle aree del mondo. Lo hanno fatto direttamente o con la Nato che è diventata il braccio militare degli interessi Usa. Dove non arriva la credibilità del dollaro arrivano i bombardamenti Usa o Nato. Cosa fare come Italia? Non ci sono solo le aree di quello che con termine coloniale chiamiamo Medioriente , c’è la crisi greca con il corollario del default e l’area di provocazione nei confronti della Russia., le aree dell’Africa e dell’America Latina, la presenza Russa e quella Cinese Ripetiamo, cosa fare come Italia? Credo che il minimo sia sottrarsi agli obblighi della Nato per sottrarci all’obbligo di fare i servi sciocchi degli interessi americani , ma come spiegarlo ai nostri rappresentanti politici?

 http://www.ilquotidianoitaliano.it/economia-2/2015/05/news/dollaro-addio-il-momento-epocale-si-avvicina-183731.html/

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