L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 maggio 2015

Energie pulite, Merkel si sveglia, Renzi dorme

  • Articolo Londra, 11 maggio 2015
  • I dati dell’istituto GlobalData

    La Germania sarà re dell’eolico offshore nel 2015

  • Per dare seguito alle promesse contenute nell’Energiewende, il governo ha pianificato impianti di eolico offshore per una capacità complessiva di 2 GW
La Germania sarà re dell’eolico offshore nel 2015

(Rinnovabili.it) – Chi sarà il re dell’eolico offshore nel 2015? La risposta è semplice e abbastanza scontata: la Germania. I nuovi dati diffusi dall’istituto di ricerca londinese GlobalData dicono che i tedeschi supereranno anche il Regno Unito, grazie a piani di installazione che ammontano ad oltre 2 GW di capacità complessiva entro quest’anno. Si tratterebbe di un aumento di 4 volte rispetto ai 529 MW costruiti nel 2014. Grazie a questo sprint teutonico, il Regno Unito scivolerà al terzo posto in classifica, superato di un soffio anche dalla Cina con i suoi 817 MW. Infatti, Londra installerà secondo le previsioni 801 MW. Tuttavia, l’UK rimarrebbe primo al mondo per capacità complessiva (oltre 4 GW).

«L’enorme aumento della Germania nelle installazioni offshore è attribuibile a diversi progetti di parchi eolici in mare che si prevede entreranno in funzione nel 2015 – ha dichiarato Ankit Mathur, cheaf of power di GlobalData – Anche la Cina ha in programma una serie di progetti di eolico offshore durante quest’anno. Inoltre, nei prossimi anni il Paese manterrà lo standard annuo di 1 GW nel prossimo futuro, mentre il Regno Unito vedrà abbassarsi relativamente la capacità installata fino al 2018. Da quell’anno si prevede una nuova fase di crescita per il settore».

Lo sprint della Germania è da leggere come tentativo estremo per rimpiazzare la potenza perduta con la decisione di chiudere il programma nucleare in seguito al disastro di Fukushima del marzo 2011. Prima della catastrofe l’energia nucleare soddisfava un quarto del fabbisogno elettrico della nazione. Da allora, per colmare l’ammanco seguito alla chiusura dei reattori, il Paese è stato costretto ad aumentare l’utilizzo di carbone, il più inquinante tra i combustibili fossili e non sostenibile, alla luce degli ambiziosi obiettivi della strategia climatica varata nel 2010 dal governo Merkel. La cosiddetta “Energiewande (‘svolta energetica’) prevede una riduzione dei gas serra pari al 40% entro il 2020 e all’80% entro il 2050. In più, impone di portare la produzione di elettricità da fonti rinnovabili ad almeno il 18% del mix totale entro il 2020.

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