L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 maggio 2015

Expo, la sicurezza ai massimi livelli, tant'è che è sparito un nostro gioiellino

Rubata all'Expo la mano bionica gioiello della ricerca italiana

Un protipo di My-HAND, l'arto bionico rivoluzionario realizzato dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, è stato rubato all'Expo.

L'Italia delle eccellenze si contrappone a quella delle bravate, forse giovanili. Ed è così che venerdì scorso nello stand della Toscana all'Expo qualcuno ha rubato il prototipo di My-HAND, la mano bionica realizzata dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Un esemplare dimostrativo del valore di 30 mila euro che fortunatamente era assicurato e che è stato prontamente rimpiazzato con uno identico.
Inizialmente si pensava a un atto di spionaggio visto il valore scientifico del prototipo, adesso sembra che le indagini si orientino sulla bravata di uno dei tantissimi studenti che con le scolaresche stanno affollando i padiglioni dell'Expo. Bell'esempio, non c'è che dire.
Mano My Hand
Mano My Hand
Questa volta francamente la bravata – se è di questo che si è trattato, bisognerà aspettare la conclusione delle indagini - ce la potevamo anche risparmiare, visto che My-HAND è un oggetto prezioso non solo ai fini dimostrativi, ma è anche una speranza e un'opportunità per tutti coloro che hanno perso un arto.
Come si legge sul sito della Scuola Superiore Sant'Anna stiamo infatti parlando di una mano bionica che "non è soltanto una protesi bella e tecnologica: è in grado di trasformare il pensiero in movimento e di restituire sensazioni tattili, addirittura senza richiedere la necessità di un intervento chirurgico per essere impiantata sulla persona che la indosserà".
I movimenti e le prese della mano infatti possono essere attivati e controllati in maniera pressoché naturale attraverso sensori facilmente indossabili, che rilevano i segnali nervosi che attraversano i muscoli quando si compiono tali movimenti. I sensori tattili integrati sulle dita registrano le interazioni con l'ambiente e – mediante un sistema di piccoli vibratori posizionati sulla parte che resta dell'arto - è possibile restituire sensazioni tattili, ripristinando anche quello che i ricercatori definiscono il "ritorno sensoriale fisiologico".
My-HAND
La struttura di questa particolare protesi è in lega di alluminio, il prototipo pesa circa mezzo chilo e ha dimensioni comparabili a quelle di una persona adulta. È stata realizzata dall'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa nell'ambito del progetto My-HAND (acronimo di acronimo di Myoelectric-Hand prosthesis with Afferent Non-invasive feedback Delivery) finanziato con oltre 400mila euro dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR). La finalità del progetto è lo sviluppo di tecnologie non invasive per agevolare il recupero delle funzioni sensoriali e motorie delle persone che hanno subìto l'amputazione di una mano.
Infatti fra le particolarità di My-HAND c'è anche la capacità di chiudere completamente le dita in meno di un secondo e di poter ruotare alternativamente il pollice e l'indice per aiutare le prese. La sua elevata destrezza permette di compiere tutte le prese e le posture necessarie nella vita quotidiana.
A questo fine Marco Controzzi spiega che "la mano utilizza tre motori elettrici e un pollice opponibile per afferrare oggetti di varia forma e peso differente. Un'altra novità tecnologica particolarmente rilevante  consiste in un meccanismo inventato all'Istituto di BioRobotica, oggetto di brevetto internazionale, che con un solo motore consente la rotazione del pollice o la flessione dell'indice in maniera alternata.
Altro punto di particolare interesse è che quando sarà terminata la sperimentazione – i test sui pazienti stanno per iniziare – sarà messa in commercio a cifre molto basse, per unire la diffusione della tecnologia a una forte attenzione al sociale, tipica della ricerca dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna. Più in dettaglio, si parla di "prezzi inferiori rispetto a quelli di uno smartphone di ultima generazione".
L'ennesimo aspetto notevole di questa mano – disegnata con la collaborazione di ricercatori e designer - è che "è una protesi da esibire e non da nascondere" come ha spiegato Christian Cipriani, docente all'Istituto di BioRobotica e coordinatore del progetto My-HAND.
Se chi l'ha rubata leggerà questa notizia almeno saprà che non sì è portato a casa un soprammobile fico.

https://www.tomshw.it/news/rubata-all-expo-la-mano-bionica-gioiello-della-ricerca-italiana-66259

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