L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 maggio 2015

Expo, le bancarelle con lustrini vogliono fare la movida in concorrenza con Milano

Sogno di mezzanotte, l’Expo vorrebbe un po’ di movida
Boom per l’apertura serale e Sala punta al prolungamento. “Crescono gli entusiasti. Oltre 11 milioni i biglietti venduti”



Successo serale per padiglioni e ristoranti: dopo le 19 si entra con il biglietto ridotto a 5 euro
14/05/2015
stefano rizzato
MILANO

«Dentro Expo si vedono studenti curiosi, anziani sorpresi, facce divertite. Gli scettici sono molto diminuiti, gli entusiasti aumentati. E anche in città c’è una crescita di entusiasmo, tra mostre e mercati». Ha pochi dubbi il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, a poco meno di due settimane dal via, nel tracciare un bilancio più che positivo dei primi giorni di Expo. «Il massimo sarebbe continuare così», ha detto ieri. E non è un caso.

Sul tavolo, proposta dal commissario unico Giuseppe Sala, c’è l’idea di allungare l’orario d’apertura dalle 23 fino alle 24. Merito del successo serale di padiglioni e ristoranti: dopo le 19 si entra con il biglietto ridotto a 5 euro e a Expo ha già aperto una succursale della movida milanese. Ma il Comune è più contrario che incerto a cambiare orari ed equilibri sindacali.

«Proposta dei visitatori»

A Expo si va soprattutto con i mezzi pubblici, potenziati e finora perfetti. L’ultima corsa della metro M1 da Rho Fiera parte a mezzanotte e 10 nei giorni feriali, a mezzanotte e 40 in quelli festivi. Chiudere l’Expo alle 24 vorrebbe dire rivedere quegli orari e imporre altri straordinari.

Ma il Comune ha già fatto il massimo per Expo ed è questo che, al netto della diplomazia, Pisapia va dicendo da giorni. L’ha ripetuto anche ieri, in conferenza stampa proprio con Sala, il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. «Quella del prolungamento - ha detto Sala - è un’idea che viene dai visitatori e che ha trovato concordi tutti i Paesi ospiti. Il sito ha anche parcheggi per le auto e presto ne avrà anche uno da 800 posti per le moto. Anche per questo stiamo valutando l’ipotesi».

Il mistero degli accessi

Dalla giornata di ieri era lecito attendersi qualche numero sull’afflusso di visitatori, ma sul punto resta e resterà il mistero. Per una scelta - discutibile ma netta - degli organizzatori. «Voglio che tutti lavorino senza essere soggetti a notizie quotidiane su quante persone entrano ad Expo», ha chiarito Sala. Che aggiunge: «Posso invece garantire altri dati: quelli di 11,3 milioni di biglietti già venduti. Su 5 di questi abbiamo già incassato e fatturato, i restanti sono coperti da fideiussione e quindi sicuri. Il dato comprende quelli dei tour operator, con 11 partner che da soli hanno venduto 8 milioni di biglietti».

Visite e mezzi per disabili

Dopo 13 giorni si è capito: Expo e il suo milione abbondante di metri quadri sono una vera città. Una città che lavora anche di notte e continua a migliorarsi in corsa. Già sono comparsi i cartelli, assenti all’esordio e utili per orientarsi senza smanettare sui totem digitali. A breve arriveranno anche le visite guidate, al prezzo di 20 euro per adulti e 12 per bambini. E grazie alla collaborazione con Cascina Triulza - il polo del terzo settore dentro Expo - nascerà tra i padiglioni uno spazio di preghiera per tutte le religioni. Infine, ci sarà finalmente un aiuto per anziani e disabili: un centinaio di mezzi, di cui una sessantina elettrici, per agevolare chi fatica a muoversi a piedi.

La visita del Presidente

L’altro annuncio di giornata è quello del ministro Martina: «Il presidente Mattarella sarà in visita ad Expo il 5 giugno, per la giornata dell’ambiente. Una scelta non casuale, in una data che mette al centro i contenuti». Il Capo dello Stato aveva in programma di presenziare il 2 giugno, ma rimarrà a Roma per la festa della Repubblica, mentre a Expo (nel pomeriggio) ci sarà il premier Renzi. «Le nostre speranze su Expo sono diventate fatti - ha proseguito Martina - e oso dire che il meglio si vede nelle giornate normali, più che nei weekend. Tra le tante scuole e i ragazzi, si coglie il vero valore educativo e profondo di quest’esperienza».

http://www.lastampa.it/2015/05/14/societa/expo2015/sogno-di-mezzanotte-lexpo-vorrebbe-un-po-di-movida-C1mzSyrdDEre6NTVwIb5VL/pagina.html

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