L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 26 maggio 2015

gli ebrei fanno pulizia etnica

Operazione Colomba: "Israele non demolisca il villaggio di Susiya"

di Redazione
un'ora fa

Il corpo nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII è presente da un decennio nelle colline a sud di Hebron dove la popolazione è a rischio sfollamento. "Non si metta in atto una pulizia etnica", denuncia il Comitato popolare palestinese

 SusiyaSusiya
La Comunità Papa Giovanni XXIII si unisce alla mobilitazione internazionale in difesa del villaggio palestinese di Susiya, per chiedere al Governo di Israele che non venga demolito. I volontari di Operazione Colomba, corpo di pace della Papa Giovanni XXIII, operano a fianco del Comitato di resistenza popolare nonviolenta delle colline a sud di Hebron. «Quello che sta accadendo a Susiya è pulizia etnica, è la politica dell'occupazione israeliana: distruggere tutte le comunità palestinesi nel sud della Cisgiordania», queste le parole del coordinatore del Comitato Popolare.
Dal 5 maggio 340 persone, abitanti del villaggio di Susiya, rischiano di vedere le proprie case demolite e di dover abbandonare forzatamente le proprie terre. L'Alta Corte di Giustizia Israeliana, non avendo emesso un ordine provvisorio di interruzione degli ordini di demolizione che pendono sul villaggio (vi è un ricorso degli abitanti di Susiya in attesa di sentenza), ha di fatto permesso la sua demolizione. Il rifiuto dello Stato di Israele di impegnarsi a non demolire prima della conclusione del procedimento in corso lascia intendere che ci sia la volontà di distruggere il villaggio in tempi brevi.
«Ma il punto qui è essere o non essere, rimanere o andarsene. Noi resteremo sulla nostra terra, come popolo e come comitati popolari», così conclude il coordinatore, confermando la tenacia nel continuare a resistere con metodi nonviolenti. Il 13 maggio i consoli di Francia, Belgio e Gran Bretagna hanno fatto visita al villaggio e si sono interessati della questione.

http://www.vita.it/it/article/2015/05/26/operazione-colomba-israele-non-demolisca-il-villaggio-di-susiya/135227/ 

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