L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 26 maggio 2015

gli euroimbecilli raccolgono quello che hanno seminato


Romano Prodi: "Dalla Spagna alla Polonia troppi segnali di disgregazione per la Ue"

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PRODI

"Sono davvero troppi in Europa i segnali di disgregazione; non da ultimo il referendum britannico, lo spettro dell' uscita di Londra. E se si leva un vento di disgregazione, non lo ferma nessuno". Romano Prodi esprime al Corriere della Sera le sue preoccupazioni.
"È un lunedì nero per l' Europa", dice: "Mi riferisco alla Grecia, e non solo. In Spagna crollano i partiti. Francia e Inghilterra si sono chiamate fuori dall' accordo sugli immigrati. Ma la notizia peggiore è il voto polacco", dove ha vinto "una linea portatrice di tensioni, perché fortemente antieuropea. Antitedesca. E antirussa".
A proposito di Russia e del suo giudizio definito troppo morbido verso Putin, Prodi rileva che
"puoi essere duro se ti conviene, o morbido se ti conviene; non puoi fare il duro se te ne vengono solo danni. Isolare la Russia è un danno". "I greci - aggiunge - hanno mostrato una sbruffoneria che ha mal disposto i negoziatori", e il ministro tedesco "Schaeuble non lo puoi prendere in giro. Purtroppo lui può prendere in giro te, perché è forte. Ma sentire i soliti pregiudizi sulla pigrizia mediterranea è un altro segno di disgregazione".
Renzi come si sta muovendo? "Di richiami alla solidarietà europea ne ha fatti, ma - risponde l' ex premier - non si vede una politica alternativa a quella di Berlino. Eravamo un' Unione di minoranze; ora siamo un' Europa a una dimensione, quella tedesca. Ho sperato a lungo che Francia, Spagna e Italia trovassero una linea comune. Non ci sono riusciti".

 http://www.huffingtonpost.it/2015/05/26/prodi-commenta-voto-spagna-polonia_n_7439630.html

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