L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 10 maggio 2015

Gran Bretagna il sistema elettorale non è paragonabile al Porcellum bis


Vi spiego perché Farage è stato asfaltato. Parla Caterina Soffici

09 - 05 - 2015Rossana Miranda
Vi spiego perché Farage è stato asfaltato. Parla Caterina Soffici
David Cameron ha vinto le elezioni nel Regno Unito. Gli inglesi preferiscono affidarsi ancora al suo programma di “spending review” per dare continuità alla ripresa economica. Il tutto inserito in un sistema che premia i politici che fanno cose concrete per i cittadini e che penalizza chi non ha una proposta chiara. È questa l’interpretazione di Caterina Soffici, scrittrice e giornalista, già capo della cultura al Giornale e ora firma del Fatto Quotidiano, a Londra da 5 anni.
L’autrice di Italia Yes Italia No. Che cosa capisci del nostro paese quando vai a vivere a Londra (Feltrinelli, 2014) sostiene che l’elettorato britannico non ha dato peso alle ideologie ma al portafoglio. Secondo Soffici “nel risultato elettorale ha influito la voglia di stabilità. Gli inglesi sono pratici. La proposta di Ed Miliband non era chiara. I laburisti hanno perso la Scozia perché dopo il referendum di settembre non hanno dato voce alle istanze scozzesi. Non bisogna mai dimenticare che gli scozzesi non sono inglesi, sono due popoli diversi. Con una storia e una sensibilità diversi. Il programma socialista di Ed Miliband avrebbe fatto ripartire la spesa pubblica in un Paese molto attento all’economia”.
LA RICETTA DI CAMERON
Per Soffici, è paradossale che Cameron abbia vinto. Durante la sua gestione ha tolto molti “benefit”, cioè detrazioni e sussidi, alle famiglie inglesi, ha messo in atto un pesante piano di austerity, ha licenziato impiegati pubblici, ma gli inglesi l’hanno gratificato con il voto perché ha comunque spinto la ripresa economica. “Adesso la disoccupazione è al 5,6% – ricorda Soffici e il Pil nel 2014 è cresciuto del 2,6%. Alcuni pensano che ha inciso il discorso di Cameron sull’immigrazione e l’Europa. Anche queste cose hanno influito, certo. Ma alla fine agli inglesi importa poco dell’ideologia. Ha vinto il portafoglio”.
LE DIMISSIONI DI FARAGE
Sulle dimissioni di Nigel Farage, ex leader del Partito dell’Indipendenza del Regno Unito (Ukip) (qui il ritratto di Formiche.net), Soffici sottolinea che Farage non ha preso il seggio della circoscrizione di South Thanet, dove era candidato, e adesso di conseguenza perde la leadership dell’organizzazione: “L’elettorato punisce i partiti che non hanno collegamenti con il territorio. Quello britannico – continua la giornalista – è un sistema molto democratico e rappresentativo. Non esiste il trasformismo. Il candidato è strettamente legato al territorio e quindi ai cittadini che l’hanno eletto. In Italia c’è chi pensa che il sistema elettorale inglese sia poco giusto, perché non abbastanza rappresentativo. Mentre il Partito Nazionalista Scozzese (Snp) con appena il 5 per cento ha 56 dei 59 seggi della Scozia, l’Ukip ha solo un deputato, pur avendo raccolto circa 4 milioni di voti (il 12%), ma si tratta di un sistema che dà peso alla territorialità del candidato. Non è confrontabile”.
RESPONSABILITÀ POLITICA
E poi c’è la responsabilità politica. In Gran Bretagna, visto che il politico deve restare in contatto diretto con i cittadini, è più difficile (e improbabile) che cambi schieramento politico o vengano a meno le promesse elettorali. Racconta Soffici che “gli spogli elettorali avvengono in luoghi pubblici delle circoscrizioni. Si sono contati i voti davanti a tutti. I candidati erano in prima fila. Qui ci mettono la faccia, è uno stile molto americano. In Gran Bretagna vince chi fa qualcosa, chi sistema una strada della campagna per raggiungere più facilmente un villaggio, chi apre una scuola. È punito chi chiude un ospedale. Sono, appunto, molto pratici”.
LA VITTORIA DELLA SCOZIA
Quanto a Nicola Sturgeon, leader del Partito Nazionale Scozzese (qui il ritratto di Formiche.net), Soffici sostiene che è lei la vera leader della sinistra. “Sembrava essere in un secondo piano, ma dalla sconfitta del referendum a settembre ha preso in mano il partito. È molto efficace in tv, con idee forti e molto chiare. E’ più socialista di Miliband, e per questo è diventata la voce degli scozzesi, tradizionalmente di sinistra e laburisti”. Soffici, autrice di Ma le donne no (Feltrinelli, 2010) dice che, nonostante la vittoria di ieri,Nicola ha già detto che la Scozia non vuole l’indipendenza ma una rappresentazione forte a Londra. Ovvio, se nelle prossime elezioni locali del 2017 è ovvio che lo spirito indipendentista riemergerà prima o poi. Ma c’è tempo”.

http://www.formiche.net/2015/05/09/farage-elezioni-nel-regno-unito-parla-caterina-soffici/ 

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