L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 18 maggio 2015

I derivati non sono giocattoli e comunque non strumenti per enti pubblici

I “maghi lucani” della finanza. Perdiamo milioni ogni anno ma nessuno dice nulla

Meno se ne parla e meglio è. Oscura è la materia, oggetto di elucubrazioni nel chiuso delle stanze del potere, tanto quanto è vasta l’ignoranza o forse semplicemente la disinformazione che circola tra i cittadini su un argomento tabù.
I derivati, una mannaia sulla testa delle istituzioni pubbliche. Nonostante a livello nazionale siano oggetto di inchieste della magistratura, audizioni della Corte dei Conti in Commissione Finanza della Camera dei Deputati, inchieste giornalistiche come quella proposta ai cittadini qualche settimana fa da Report, in Basilicata a riguardo regna il silenzio. Eppure l’ente regionale lucano ha perso con questi strumenti una cifra pari a 32.284.934 euro.
Cosa sono le “operazioni di interest rate swap”? Che fossero prodotti finanziari rischiosi si è capito dalle vicissitudini di alcuni Comuni del bel paese che per fare cassa, hanno giocato per anni e anni con questi strumenti, lasciando alle future gestioni una «zavorra» milionaria con cui fare i conti. Un caso su tutti: il Comune di Milano.
E la Regione Basilicata non si è certo sottratta alla suddetta pratica. Tornando al significato del termine, abbiamo chiesto chiarimenti a chi più volte si è fatto promotore di interrogazioni in sede di consiglio regionale, il consigliere regionale FI Michele Napoli. “I derivati sono degli strumenti utilizzati in finanza che derivano il loro valore da altri beni o prodotti che vengono denominati attività sottostanti”.
DERIVATI IN BASILICATA
Quello che è accaduto in Basilicata e che ancora ha i suoi effetti affonda le radici nel lontano 2006. In data 30 giugno 2006 la Regione stipula con due Istituti finanziari “Dexia Credito Op” e “Ubs Investiment” due contratti in derivati sulla base di un sottostante rapporto contrattuale di mutuo unico, per il valore finanziario complessivo di 218 mln di euro aventi periodicità semestrale e scadenza al 31 dicembre 2019. Perché la Regione decide di intraprendere questa strada? Per coprire i rischi derivanti dal mutuo contratto per pagare le spese relative agli interventi necessari alla ristrutturazione causati dal terremoto del Lagonegrese.

http://www.nuovadelsud.it/primo-piano/7971-i-%E2%80%9Cmaghi-lucani%E2%80%9D-della-finanza-perdiamo-milioni-ogni-anno-ma-nessuno-dice-nulla.html

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