L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 maggio 2015

Infrastrutture digitali, fibra ottica, Renzi fa melina e il paese continua ad arretrare

Banda Larga: non si sblocca la decisione...Empasse fra Metroweb e Telecom

di Fabio Tamburini Banda Larga: non si sblocca la decisione...Empasse fra Metroweb e Telecom (Il Ghirlandaio) Roma, 26 mag. - La partita, negli ultimi mesi, è stata avvincente. Ma, dopo ripetuti colpi di scena, la palla è di nuovo al centro del campo per un pareggio tondo tondo. E non si ha l’impressione che il risultato possa sbloccarsi tanto presto. Eppure la posta in palio è preziosa per il Paese: la creazione di una rete a banda larga in fibra ottica, che colleghi buona parte dei cittadini e del territorio. Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, e il consulente che gli è più vicino per quanto riguarda l’economia, l’ex amministratore delegato di Luxottica, Andrea Guerra, l’hanno definita la madre di tutte le decisioni che devono essere prese sul fronte della politica industriale. Guerra, in particolare, aveva posto come priorità l’avvio immediato d’investimenti rilevanti, con l’obiettivo di recuperare il ritardo clamoroso accumulato a livello europeo.
Niente da fare. L’apparato ministeriale, i consulenti del governo e le autorità regolatorie puntano su Metroweb, che fa capo al Fondo strategico italiano (Fsi) e alla Cassa depositi e prestiti (Cdp), come veicolo degli investimenti per portare la fibra ottica nelle case degli italiani, con il capitale che deve essere aperto a tutte le compagnie telefoniche (comprese Vodafone e Wind). Sul fronte opposto c’è Telecom Italia che, d’intesa con Fastweb, ritiene opportuno il mantenimento dell’ultimo miglio della rete in rame sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per ridurre sia i costi degli investimenti necessari sia il tempo degli interventi. Il risultato è un sostanziale impasse, con la sorpresa Enel, che deve rinnovare i contatori installati nelle abitazioni e quindi può rappresentare il jolly giusto al momento giusto.
Ma nell’attesa il tempo passa, aumentando il ritardo dell’Italia nel raggiungimento degli obiettivi europei. Non solo. Una notizia arrivata dagli Stati Uniti colpisce: l’associazione CableLabs, consorzio non profit a cui fanno riferimento le compagnie delle tv via cavo, ha aggiornato lo standard di riferimento dando via libera al Docsis 3.1, che significa arrivare a 500 megabit per secondo, l’unità di misura della velocità di trasmissione dei segnali digitali attraverso la rete in fibra ottica. Questa decisione ha l’effetto di rendere superati gli standard europei che, secondo quanto prevede l’agenda digitale, stabiliscono l’obiettivo di arrivare a 100 megabit di collegamenti possibili per la maggioranza della popolazione europea entro il 2020. Proprio l’obiettivo dal quale l’Italia è ancora ben lontana.
L’approvazione del nuovo standard americano, naturalmente, non significa che i 500 megabit verranno raggiunti subito. L’avvicinamento al traguardo avverrà con gradualità e con interventi decisi sulla base delle risorse disponibili per gli investimenti necessari. La rete in fibra ottica resta quella esistente, mentre i cambiamenti riguarderanno software e apparecchi da collegare. Resta il fatto che una nuova frontiera è stata aperta e aumenta la gravità di quanto sta accadendo sul fronte italiano. Non solo. Guerra è pronto a chiudere la parentesi d’impegno a fianco di Renzi tornando nel ruolo di manager e imprenditore, coinvolto nel progetto Eataly di Oscar Farinetti. E l’estate si avvicina.

http://www.ilghirlandaio.com/copertine/129986/banda-larga-non-si-sblocca-la-decisione-empasse-fra-metroweb-e-telecom/

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