L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 18 maggio 2015

la 'ndrangheta è famiglia, mogli, madri, sorelle, figlie

L’appalto Tav da duemila caffè nel bar ritrovo della ’ndrangheta

Così l’Antimafia ha sconfitto gli assalti al cantiere di Chiomonte
L’ingresso del locale di Bardonecchia dove Rocco Lo Presti (scomparso nel 2009) e i fratelli Luciano e Beppe Ursino erano stati arrestati per usura nel luglio del 2006
18/05/2015
torino
Davanti alla stazione di Bardonecchia, in piazza Europa, c’è uno dei bar più famosi dell’Alta Val Susa. Si chiama Bar Gritty «dedicato – si legge in una lusinghiera recensione di Pagine Gialle on line - agli amanti del casinò e del biliardo». Il Bar Gritty, però, è anche stato altro. Qui, da maggio ad agosto 2013, ottantadue operai impiegati nel cantiere della Maddalena hanno consumato circa 2 mila colazioni.
Tutto normale verrebbe da dire, se non fosse che il Bar Gritty è riconducibile a Rosa, sorella di Rocco Lo Presti, un nome che racchiude la storia della ‘ndrangheta in Valsusa negli ultimi 40 anni (lui è morto nel 2009), insieme ai Mazzaferro e Ursino. Già, Ursino. Nel bar in cui gli operai del Tav hanno bevuto caffè per due settimane con una convenzione da 10 mila euro di fornitura, figurano anche Luciano e Beppe, nomi conosciuti all’antimafia, mai condannati per 416 bis ma «soggetti contigui alla cosca radicata a Bardonecchia – scrive la Cassazione nel 2010 – di cui era esponente lo zio Rocco Lo Presti che utilizzava il bar Gritty per incontrare i suoi interlocutori». Erano stati arrestati il 10 luglio del 2006 per una brutta storia di usura chiusa con condanne e patteggiamenti. Le colazioni sono state interrotte molto prima della scadenza naturale dell’appalto prevista a dicembre (con 2000 euro circa liquidati ai titolari).

I controlli
Il Gitav (gruppo interforze Tav) si accorse che qualcosa non andava, lo disse informalmente a Telt, ex Ltf, che già aveva richiesto da qualche giorno un controllo antimafia, come fatto già per 492 aziende che, a vario titolo, avevano lavorato per il cantiere (642 richieste totali). L’interdittiva antimafia della Prefettura è arrivata a marzo 2014: «Noi però – racconta Maurizio Bufalini, direttore generale di Telt – non abbiamo atteso e già ad agosto abbiamo preteso che si cambiasse bar». Se ciò è accaduto è grazie al fatto che l’allora Ltf aveva già esteso i controlli antimafia anche ai sub appalti sotto soglia (150 mila euro), ben prima che venisse sottoscritto il Protocollo di legalità. Ed è cosi che ci si è potuti accorgere che in sub appalti connessi al Tav voleva entrare anche la società Torino Trasporti, destinataria di un’altra interdittiva antimafia. Avrebbe dovuto smaltire materiale del cantiere. Importo: 45 mila euro. Il sub appalto era stato assegnato dal raggruppamento Cmc. Non iniziarono nemmeno i lavori, perché prima delle firma del contratto, arrivò dalla Prefettura un’altra interdittiva.

L’indagine
Occhio agli incastri: Torino Trasporti era intestata a Pasquale Colazzo, deteneva il 50% delle quote della Immobiliare Quattro Colonne di via Falchera 11, a Torino, costituita nel 2003 da Colazzo appunto e da Urbano Zucco, presidente del cda arrestato nell’operazione Minotauro e finora condannato alla pena di 6 anni e 8 mesi per 416 bis. Non solo: nell’indagine saltò fuori come «negli uffici dell’Immobiliare Quattro Colonne, si fossero tenute riunioni del locale di Natile di Careri distaccato a Torino». Ancora: «Pasquale Colazzo è marito della signora Giulia Zucco, zia di Zucco Urbano e sorella del deceduto Giuseppe Zucco, padre di Urbano personaggio apicale della ‘ndrangheta». Pertanto, scrivono i giudici, «nonostante il ruolo dei comproprietari della società appellante non assurga a rilevanza penale, né nessuno risulta indagato non può escludersi un pericolo di infiltrazione». Per via di questa interdittiva saltò anche un appalto da 170 mila euro aggiudicato nel luglio 2013 dalla società Ecopiemonte srl, sede a Orbassano, nel cui cda figura Colazzo come presidente. La gara era indetta dal consorzio rifiuti Covar 14. Altre due società erano state oggetto di interdittiva antimafia da parte di altre prefetture italiane. Si tratta della Pato (che già compariva in numerosi dossier dei No Tav on line che ne fotografarono i mezzi nel cantiere) e della Romea. Si era parlato di Camorra e Cosa Nostra. Entrambe però hanno vinto i ricorsi amministrativi e ottenuto le liberatorie. Nel frattempo i lavori erano stati affidati ad altre ditte. Delle interdittive si discuterà presto in Commissione parlamentare antimafia. Il senatore Stefano Esposito ha chiesto l’audizione del Gitav proprio «su questi provvedimenti di straordinario interesse».

http://www.lastampa.it/2015/05/18/cronaca/lappalto-tav-da-duemila-caff-nel-bar-ritrovo-della-ndrangheta-k5y1pwaJtEmGt2PuzavbwK/pagina.html

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