L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 maggio 2015

La violenza degli Antagonisti è strumento del terrorismo di stato per ri-creare la strategia della tensione e perpetuare il potere del Pd

FOLLIA FONDAMENTALISTA

Antagonisti, è allerta massima

"Forti segnali" di possibili azioni nel giorno dell'inaugurazione

++ TAV: NO TAV OCCUPANO BINARI ROMA TERMINI ++
Gli antagonisti sono in fibrillazione e il rischio per la giornata inaugurale dell’Expo, che si terrà domani a Milano, è alto. L’allarme arriva dall’intelligence, che denuncia «forti segnali» di analisi tali da giustificare l’attenzione dei servizi su minacce interne. Il tema è stato al centro dell’audizione, davanti al Copasir, di Giampiero Massolo, direttore generale del Dis, che ieri ha parlato anche dell’Isis dicendo che comunque c’è massima attenzione anche sui jihadisti. Il pericolo, inoltre, arriva dai movimenti anarco-insurrezionalisti. Secondo quanto riferito da Il Tempo già il 17 aprile scorso, fonti investigative hanno rivelato che per la giornata inaugurale dell’Esposizione universale il rischio è molto alto: «Vogliono fare come a Genova durante il G8». Un clima rovente, con i primi segnali arrivati già martedì, quando la Digos di Milano ha effettuato perquisizioni nelle zone occupate dai «No Expo», nel quartiere Giambellino, rivendendo e sequestrando martelli, picconi, mazze e alcune bottiglie di liquido incendiario. Alla fine un tedesco è stato arrestato perché trovato con materiale esplosivo, 15 francesi e 6 italiani denunciati a piede libero. Fermati anche altri tre tedeschi, per i quali nel pomeriggio di martedì il gip non ha convalidato l’arresto. Per questi è stato chiesto un nuovo decreto di espulsione. Ieri mattina, poi, gli uomini della Questura di Milano hanno effettuato un secondo blitz, con nuove perquisizioni e controlli nella stessa zona. Durante le operazioni è stato trovato e sequestrato altro materiale, tra cui 5 maschere antigas, guanti in lattice e dei contenitori di colla, lanciati dalla finestra di un palazzo occupato abusivamente dagli antagonisti quando si sono accorti dell’arrivo della Digos. Il bilancio del secondo blitz è di 12 persone denunciate per occupazione abusiva, nove italiani e tre tedeschi, in via degli Apuli e via Odazio in zona Giambellino-Lorenteggio. La polizia ha scoperto che i tre tedeschi, portati in Questura con gli altri, erano gli stessi per cui il giorno prima il giudice non ha autorizzato l’espulsione dal territorio nazionale dopo la prima operazione della Digos. Durante il secondo fermo sono stati trovati all’interno di un appartamento occupato insieme a due italiani. È lo stesso gruppo che all’arrivo della Digos ha lanciato fuori dalla finestra un borsone con le maschere antigas. I giudici decideranno oggi se accogliere la richiesta della Questura di Milano di espellere dall’Italia i tre tedeschi, due giovani e un uomo di 56 anni, che trascorreranno la notte in Questura. Ci vorranno invece 10 giorni per l’espulsione dei 15 francesi perquisiti sempre nel corso del blitz di martedì. A causa di difficoltà nelle procedure di identificazione, perché trovati senza documenti, la Prefettura non ha potuto emettere un decreto di espulsione ordinaria. Oggi pomeriggio, invece, si terrà l’udienza di convalida per il tedesco arrestato martedì.
Francesca Musacchio 

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