L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 maggio 2015

Le comunità del'Adriatico contro il governo Renzi

Trivelle: mobilitazione e referendum contro il decreto ‘Sblocca Italia’

L’assemblea nazionale ‘Blocca lo Sblocca Italia’ lancia la mobilitazione nazionale contro le trivellazioni

LaPresse/Reuters
In attesa di definire tempi e modi dell’eventuale proposta di due referendum e di una nuova manifestazione, l’assemblea nazionale ‘Blocca lo Sblocca Italia’, punta sull’istituzione di gruppi di lavoro e sulla formazione degli attivisti per allargare la protesta: e’ quanto emerso dopo quasi sette ore di discussione tra movimenti, comitati e associazioni di 12 regioni, riunitesi a Pescara all’indomani della manifestazione di Lanciano contro le trivellazioni in Adriatico, alla quale hanno preso parte oltre 50 mila persone. L’assemblea ha deciso di istituire sei gruppi di lavoro: Comunicazione e Informazione, Mobilitazione, Referendum abrogativo ‘Sblocca Italia’ e revisione costituzionale, Formazione Tecnica, Tecnico-Giuridico,Salute e Ambiente. “Le questioni emerse oggi – ha spiegato il cofondatore del Coordinamento No Triv, Enzo Di Salvatore – sono relative per esempio alla manifestazione nazionale, si o no, dove e quando, ancora non e’ deciso, e soprattutto alla riflessione sulla questione referendaria del decreto ‘Sblocca Italia'; anche qui nessuno l’ha esclusa radicalmente pero’ e’ tutto da verificare sui tempi e sulle modalita’, se abbiamo le forze per portare avanti l’azione referendaria”. “Dopo la manifestazione di ieri – commenta la presidente dell’Associazione ‘A Sud’, Marica Di Pierri – l’assemblea di oggi e’ stato un importante momento di confronto, partendo dal presupposto che le lotte ambientali non sono portatrici solo di battaglie di civilta’ e difesa dei territori, ma di una visione critica nei confronti di uno sviluppo imposto dall’alto che non tiene conto delle democrazie territoriali ne’ delle istanze democratiche: e’ il punto di partenza per mettere in atto una grandissima battaglia popolare che rimetta al centro la democrazia, la sostenibilita’, la redistribuzione della ricchezza e la partecipazione delle comunita’ alle decisioni che riguardano la loro vita”.
trivellazioni canale di sicilia“Questa assemblea – sottolinea Renato Di Nicola dell’Abruzzo Social Forum – e’ la risposta che fa da pendant alla manifestazione di Lanciano perche’ ieri eravamo in piazza, abbiamo espresso una forza regionale ma potente, quindi globale, qui diamo respiro nazionale alla lotta di ieri, anche da un punto di vista organizzativo e quindi siamo molto piu’ collegati di prima e si sentira’ parlare ancora di questa rete”. “I prossimi passi – aggiunge – sono la discussione sulla possibilita’ di utilizzare l’azione referendaria per far valere i nostri diritti, l’altro e’ quella della formazione delle persone perche’ nella stragrande maggioranza i movimenti reali sono formati da cittadini che mai avrebbero pensato che dovevano difendersi in casa propria non dall’immigrato, ma da un Governo che dovrebbe essere suo e che invece brucia loro le possibilita’ di sviluppo, e quindi deve formarsi: sappiamo che e’ ingiusta una cosa, sappiamo anche quale e’ l’alternativa, ma per poterci battere dobbiamo essere ancora piu’ formati di prima e quindi ovviamente ci sara’ un processo di autoformazione molto importante”. Il passo successivo e’ “che per il momento siamo arrivati a parlare di salvare l’Adriatico – conclude Di Nicola – adesso ci stiamo aprendo al Mediterraneo perche’ sappiamo che e’ un mare troppo inquinato e troppo petrolizzato e quindi abbiamo gia’ preso contatto con molti e fra un po’ amplieremo le nostre prospettive perche’ il mondo lo cambiamo a partire da qui, ma non soltanto arrivando qui”.

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