L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 21 maggio 2015

Mediterraneo piene di navi, dopo quelle statunitensi in pianta stabile compaiono quelle cinesi e russe insieme

Le flotte di Russia e Cina nel Mediterraneo: quali minacce

Le flotte di Russia e Cina nel Mediterraneo: quali minacce?
20 maggio 2015, intelligo
Le flotte di Russia e Cina nel Mediterraneo: quali minacce?
Negli giorni in cui l’Europa si spacca sul piano Juncker per il salvataggio e l’accoglienza dei migranti che attraversano il Mediterraneo, Russia e Cina svolgono operazioni navali congiunte in quello stesso mare solcato dai barconi dei disperati.
 

Non è la prima volta che Mosca e Pechino eseguono esercitazioni navali comuni – si sono già tenute infatti nel Mar Giallo, nel Mare della Cina Orientale e nel Mare del Giappone – ma si tratta delle prime svolte tra Gibilterra e il Canale di Suez. 

Le manovre sono iniziate lo scorso 11 maggio e si concluderanno domani e vedono la partecipazione di almeno dieci navi da guerra. Ci sono 3 unità navali cinesi, tra cui le 2 ultra-moderne fregate missilistiche "Fan Wei" e "Lin Yi"

La Marina russa ha presentato, invece, 2 grandi navi da sbarco e l'imbarcazione missilistica "Samum" - in grado di raggiungere una velocità di 100 chilometri all'ora – in pratica il fiore all'occhiello della Flotta del Mar Nero russa. La notizia è quasi passata inosservata nella grande stampa generalista, ma l’evento appare di portata ancora più importante se si considera che da 65 anni gli americani hanno la loro VI Flotta di stanza in maniera permanente nel Mediterraneo; al livello extra europeo sembra dunque che sia stata rotta l’esclusività statunitense. Tuttavia sugli obiettivi delle manovre non viene fatto alcun mistero.

Il vice ammiraglio cinese Du Jincheng ha detto: "Lo scopo delle manovre è migliorare la nostra capacità di combattimento. Spero che gli ufficiali e gli uomini delle due flotte svilupperanno la buona esperienza degli ultimi 3 anni per attuare con successo i compiti delle esercitazioni". 

In particolare le autorità di Pechino hanno fatto sapere che intendono prevenire nuove minacce in mare, contrastare gli attacchi dall'aria, di superficie e sottomarini, neutralizzando il fuoco nemico. Intanto l’Europa e la Nato non sembrano aver accusato il colpo ma il rischio di avvistare “lanterne rosse” anche sul “mare nostrum” è sempre più concreto. 

Il vuoto lasciato dalle cancellerie del Vecchio Continente dovrà pur essere colmato da qualcuno? 
 

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