L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 maggio 2015

Monte dei Paschi di Siena è fallita e i derivati fanno la loro parte

Banca rossa rischia un altro miliardo di perdite

Esposizione verso Nomura in crescita di 693 milioni in soli 3 mesi. Ansia per l'ultimatum della Bce

Banca rossa rischia un altro miliardo di perdite
Francoforte ha ordinato a Mps di estinguere entro il 26 luglio il contratto siglato con i giapponesi, ma le trattative per una transazione sono in alto mare - E la Consob indaga sui bilanci

Non bastavano oltre 10 miliardi di rosso fatto registrare in 3 anni. Per il Monte Paschi di Siena si profila un’altra enorme perdita. L’ennesima. Da circa 1 miliardo di euro legata all’ipotesi di chiusura obbligata, entro il 26 luglio, del derivato Alexandria.
L’esposizione verso Nomura da parte del più antico istituto di credito al mondo è cresciuta a marzo di 693 milioni rispetto allo scorso dicembre. Attestandosi a poco meno di 4,7 miliardi pari al 48,8% dei fondi propri.
La Bce ha lanciato l’ultimatum alla banca rossa, di rientrare entro il limite regolamentare del 25%. La “deadline” deve essere assolutamente rispettata e la roccaforte della sinistra non può assolutamente permettersi di sgarrare ancora. Francoforte ha già spiegato ai vertici di Mps che lo strutturato in questione rappresenta un rischio permanente sul patrimonio di Rocca Salimbeni e va eliminato in tempi brevissimi. Tant’è, il gruppo guidato da Alessandro Profumo ancora non è riuscito a trovare una soluzione. Le negoziazioni con Nomura per una eventuale transazione procedono a rilento.
Nonostante tutti le ciambelle di salvataggio offerte dallo Stato, su Rocca Salimbeni rischia di abbattersi un’altra tempesta. L’ennesimo aumento di capitale in arrivo servirà solamente a rafforzare leggermente la situazione patrimoniale e a restituire un po’ di Monti bond al Tesoro, che diventerà azionista della banca a luglio.
Come se già non bastassero tutti questi problemi, a creare ulteriori grattacapi ci ha pensato la Consob, che alla luce delle indagini giudiziarie in corso a Milano ha acquisito i bilanci di Mps per via dei discussi derivati Alexandria e Santorini. Con la Commissione nazionale per le società e la Borsa che sta “approfondendo le modalità di contabilizzazione delle operazioni di long term structured repo”. Dopo che gli inquirenti meneghini hanno riconosciuto che 3 miliardi di titoli di Stato, tuttora iscritti in bilancio, nasconderebbero in realtà una presunta e complessa operazione di derivati, anche la Consob adesso vuole vederci chiaro.
Non c’è pace per la banca rossa. L’impatto totale che il derivato Alexandria, messo in piedi nel 2009 con la banca giapponese Nomura per mascherare in bilancio una perdita di 220 milioni di euro, potrebbe avere effetti devastanti. Le parti non riescono a trovare un compromesso e il 26 luglio è vicino. Tempi durissimi per Mps. 

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/economia/865355/Banca-rossa-rischia-un-altro-miliardo.html

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