L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 maggio 2015

Nuovo modello di sviluppo significa eliminare il Capitalismo, si deve avere il coraggio di dirlo


25/05/2015 

Vaticano, al via convegno su nuovo modello di sviluppo Rss Feed Twitter Facebook Print

Alberto Quadrio Curzio
(©Lapresse)
(©Lapresse) Alberto Quadrio Curzio

La fondazione Centesimus Annus riflette su crescita economia e Dottrina sociale della Chiesa. Quadrio Curzio: puntiamo su sussidiarietà e solidarietà. E domani l’intervento del cardinale segretario di Stato Parolin

Iacopo Scaramuzzi Città del vaticano
«In questo momento storico ripensare le caratteristiche della vita economica e sociale significa proporre un modello di sviluppo alternativo all’attuale che, pur non essendo l’unico in atto, è dominante; un paradigma che sia basato sulle categorie della sussidiarietà e della solidarietà, che sappia garantire con la crescita economica, anche lo sviluppo che “non deve essere inteso in un modo esclusivamente economico, ma in senso integralmente umano”». Così Alberto Quadrio Curzio, presidente del comitato scientifico della fondazione Centesimus Annus - Pro Pontifice, introducendo i lavori del congresso internazionale sul tema Rethinking Key Features of Economic and Social Life (Ripensare le caratteristiche chiave della vita economica e sociale) che si è aperto questo pomeriggio presso l'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano.


Il convegno, aperto oggi dal cardinale Domenico Calcagno, presidente dell’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica), dal presidente della fondazione Domingo Sugranyes Bickel (leggi qui l'intervista rilasciata ad Andrea Tornielli) e da Quadrio Curzio, culminerà, domani pomeriggio alle 17 nel palazzo della Cancelleria, con una sessione presieduta dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin durante la quale, alla presenza del cardinale tedesco Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera e presidente del Consiglio vaticano per l’Economia, verrà assegnato il premio della seconda edizione del concorso internazionale «Economia e società», promosso a cadenza biennale dalla fondazione, all’esperto francese di finanza Pierre de Lauzun, per l’opera «Finance: un regard chrétien. De la banque médiévale à la mondialisation financière» («Finanza: uno sguardo cristiano. Dalla banca medievale alla globalizzazione finanziaria»). Mercoledì i partecipanti assisteranno in piazza San Pietro all’udienza generale del Papa. La Centesimus Annus – Pro Pontifice è impegnata, dall’epoca di Giovanni Paolo II (1993), a promuovere la conoscenza della Dottrina sociale della Chiesa cattolica.


Tre, quest’anno, i temi del convegno. Il primo è la relazione tra crescita economica e «consumo compulsivo», poiché «sebbene il consumo rappresenti una delle forze che sostengono la crescita economica – si sottolinea in una nota – l’eccesso nei consumi, considerato da Papa Francesco e dai suoi predecessori l’espressione di una cultura basata sull’egoismo e l’edonismo, può avere un impatto negativo sulla sostenibilità dello sviluppo economico e sociale». Il secondo tema riguarda il contributo alla creazione di occupazione da parte di quelle attività dell’economia informale che pur se lecite si sottraggono al meccanismo di mercato perché «regolate da reciprocità e redistribuzione». Il terzo tema propone l'interrogativo «se ed in che modo i principi della dottrina sociale della Chiesa possono proporsi come un sistema di orientamento nella policy valido non solo per chi si professa cattolico».

Quadrio Curzio ha accennato nel suo discorso ad alcuni obiettivi che possono indirizzare la discussione iniziale: rispetto al primo tema, si intende valutare come nel contesto deflazionistico attuale si possono proporre revisioni nei modelli di consumo ispirate ai principi morali cristiani senza incidere sulla necessità di rafforzare la crescita economica e mantenere i meccanismi dell’economia di mercato, essendo questi funzionali alla riduzione delle diseguaglianze all’interno e tra i paesi. In merito al secondo tema, si vuole esaminare criticamente il contributo, in termini di risorse utilizzate e di risultati, dell’economia informale per lo sviluppo economico e sociale di un paese, valutando se le attività lecite della stessa possono offrire spazi per la creazione di nuovi lavori e quali politiche e garanzie dovrebbero essere adottate per legittimarle e rafforzarle. Infine, per quanto riguarda il terzo tema, l’obiettivo è di riflettere sulla possibilità di proporre una comune piattaforma di impegno sociale che sia condivisa al di là della appartenenza religiosa o ideologica. In generale, «l’insieme dei valori della Dottrina sociale della Chiesa – ha detto – forniscono una valida base per indirizzare e informare la proposta di modello di sviluppo prima richiamata. Essi hanno come punto fermo la dignità e il primato assoluto della persona umana, considerata sia nella sua autonomia e responsabilità sia come parte di una realtà relazionale complessa nella quale si adopera per il bene comune».


Quanto all'attualità, «la Grecia – afferma Quadrio Curzio ai microfoni di Radio vaticana – è stata comunque aiutata, la comunità finanziaria europea e anche il Fondo monetario hanno dato dei prestiti consistenti. Insomma, non è stata abbandonata a se stessa. Naturalmente, un Paese che viveva sopra il livello delle proprie risorse si trova in oggettive difficoltà e oggi ritengo che, pur mettendo rimedio ai punti di maggior sofferenza della popolazione greca, bisogna che la stessa popolazione intraprenda un cammino di ricostruzione del proprio Paese. Noi tutti abbiamo la libertà di agire, ma anche la responsabilità di costruire una comunità e credo che sia molto importante che la Grecia prenda atto anche di questo suo compito».

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/economia-economy-economia-41336/

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