L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 maggio 2015

Quantitative Easing, conferma che i soldi vanno alle banche e li restano per speculazioni

Bankitalia,  prestiti  in calo: a marzo erogazioni al  -1,5%


mag 18 2015 Danilo De Luca
Neanche l’avvio delle politiche di Quantitative Easing risolleva le sorti del comparto prestiti. Ancora in ribasso i tassi d’interesse
Prestiti in recessione anche nel mese di marzo 2015, nonostante l’avvio delle politiche di Quantitative Easing. Ancora una brutta notizia per il comparto dei finanziamenti, che continua a segnare numeri da crisi e si dimostra refrattario agli interventi economici varati per favorire la ripresa. La sovrabbondanza di mezzi a disposizione del cittadino e la possibilità di porre IBL Banca e i suoi prodotti finanziari a confronto con quelli di Findomestic, Agos e degli altri istituti hanno spesso agevolato i consumatori e permesso un approccio più responsabile verso l’universo creditizio. Tuttavia, le criticità del sistema continuano a reprimere i mercati e ad alimentare una curva della domanda che non cessa di sprofondare.
Secondo quanto rivelato da Bankitalia nell’ultimo Bollettino Statistico, le erogazioni di prestiti sarebbero diminuite dell’1,5% nel mese di marzo 2015, nonostante si tratti del mese di inizio delle politiche di Quantitative Easing lanciate dal Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi. Il nuovo corso del QE dovrebbe favorire l’immissione di nuove liquidità all’interno del tessuto economico dell’Eurozona attraverso un intervento diretto da parte delle banche nazionali, sotto la guida della Bce.
La flessione, calcolata su base annua in relazione ai dati del 2014, segue al -2% registrato a febbraio. A segnare il maggior livello di sofferenza è la domanda da parte delle aziende, che si attesta al -2,2% (a febbraio era stata del -2%). Più contenuta la perdita per i prestiti alle famiglie (-0,3% contro il -0,4% di febbraio).
Le oscillazioni negative del comparto prestiti risultano ancora più preoccupanti se lette in parallelo con l’andamento dei tassi d’interesse, in calo anche a marzo. I tassi sui mutui, comprensivi di spese accessorie, a marzo si attestano sul valore del 2,95%, contro il 3,01% segnato a febbraio. Giù anche il costo dei crediti al consumo, pari all’8,48% (8,64% a febbraio). I tassi d’interesse sui prestiti per società non finanziarie fino a un milione di euro si attestano sul valore soglia del 3,09% (3,26% nel mese precedente); quelli per importi superiori al milione di euro sono all’1,77%, contro l’1,83% dell’ultimo bollettino.
Il tasso di crescita dei depositi del settore privato calcolato sui dodici mesi ha fatto segnare un tasso del 3,3%, positivo ma in diminuzione rispetto al mese precedente, quando si era attestato sul 4,3%, mentre il tasso di sofferenza resta alto, seppure in diminuzione: a marzo è stato pari al 14,9% contro il 15,3% di febbraio.  Male anche la raccolta obbligazionaria, che diminuisce del 17,5% (19,2% a febbraio).

http://mediterranews.org/2015/05/bankitalia-prestiti-in-calo-a-marzo-erogazioni-al-15/

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