L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 maggio 2015

Rai, ma perchè dobbiamo pagare il canone?


Rai, l’harakiri di Giankaleone. Ora tocca a Fabrizio Frizzi

Il conduttore alle prese con un nuovo programma estivo: subirà lo stesso destino di Clerici e Carrà?


  
Ormai si profila un palinsesto fotocopia per il prossimo anno, evidentemente la Rai è contenta del segno meno negli ascolti. Soprattutto ci sorprende il fatto che anche le coppie dei conduttori saranno le stesse: nessuna novità, nessun format nuovo, nessuna giovane promessa che abbia superato dei provini. Tutto è affidato all’antico, anche le cosiddette donzelle si sono appassite in onda e nel cesto della Rai si respira un’aria ormai vecchiotta.
Nessuna è più scalpitante come un tempo, solo una forsennata ambizione guida ogni loro passo. Questi dati di una Raiuno (in particolare) sclerotica li abbiamo ripetuti decine di volte e per fortuna sembra che solo i telespettatori ci seguano nelle nostre considerazioni, decidendo sul telecomando cosa vedere e non vedere.
COLPEVOLI E VITTIME – Le responsabilità sappiamo bene di chi sono, tra l’altro il direttore Giancarlo Leone ha anche disatteso il contratto di servizio dove si richiede esplicitamente alla Rai di “innovare”. Parolaccia da non usare a Viale Mazzini. Anche in queste ore assistiamo a un divertente gioco al massacro. @Giankaleone dopo aver rovinato la Carrà, la Clerici, in piccola parte anche Carlo Conti, si è voltato in giro e in un cantuccio ha visto che si era nascosto Fabrizio Frizzi. Adesso tocca a lui buttarsi nel pomeriggio estivo con un progetto molto innovativo dal titolo “La posta del cuore“. Sarà il grande esperimento di Raiuno. Frizzi che aveva recuperato con il preserale una bella fetta di notorietà, potrà finalmente perdere in immagine e successo. Andrà a occupare il segmento che Leone ha più custodito, lì ci ha infilato Dolci dopo il tiggì, una sciocca idea che ha floppato e ha anche inciso sull’insuccesso della Prova del cuoco. Poi ci ha inserito un progetto che ha colpito per immaginazione, un recupero archeologico degno di nota, ovvero La macchina della verità. Un altro flop annunciato. Adesso si cerca anche di portare alla rovina Fabrizio Frizzi. Buttiamolo allo sbaraglio, addirittura sembrerebbe che anche la ex moglie Rita Dalla Chiesa parteciperebbe alla partita. Certo che se Leone riuscisse anche in questa opera di demolizione avrebbe fatto quello che sa fare meglio, ovvero ammazzare l’intrattenimento di Raiuno e le sue star.
Pensare che alcuni anni fa era l’estate l’occasione per lanciare volti nuovi. Un modo per investire sul futuro. Invece si continua  a buttar via i soldi: anche nel pomeriggio di Estate in diretta avremo due flopper importanti e strutturati: Eleonora Daniele che a Vita in diretta l’altro anno ebbe un personale insuccesso e Salvo Sottile che non lavorava più per i bassi ascolti a La7. In più il giornalista costerà una bella cifra alla Rai, possibile che non ci sia un giornalista interno che possa fare meglio di lui? Domande antiche su una tv antica, alle quali neanche il veterano Marzullo potrebbe darsi una risposta.

http://www.cinquequotidiano.it/politica/maledetta-tv/2015/05/12/rai-harakiri-giankalone-ora-tocca-fabrizio-frizzi-la-posta-del-cuore/

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