L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 11 maggio 2015

Scorie nucleari, rapporto chiaro e franco senza sotterfuggi, con onestà intelettuale

Deposito nazionale di scorie nucleari: i lati oscuri compromettono il rapporto con il territorio

Il deposito nazionale di scorie nucleari non può essere un rebus, va fatta subito chiarezza. Ormai ci siamo. La Sogin ha comunicato che entro il mese di giugno avremo conoscenza delle 4/6 aree individuate come potenzialmente idonei per ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari in Regione Basilicata. Attualmente l’opera non è priva di lati oscuri da illuminare per assicurare che non sia il solito salvadanaio per gli affari di pochi. Non abbiamo ancora in funzione l’Ispettorato per la sicurezza nucleare che deve controllare la Sogin nelle sue attività di realizzazione dell’opera. Non si comprende ancora se il deposito nazionale dovrà contenere in sicurezza anche il nucleare militare o solo quello civile e medicale. Siamo in attesa dell’adeguamento alla nuova classificazione dei rifiuti radioattivi. Inoltre, perché non c’è stata una valutazione dei criteri per individuare delle aree potenzialmente idonee anche per le scorie nucleari di altissima attività (il cd problema ancora irrisolto nel mondo) che verranno appoggiate “temporaneo di lungo periodo” nel deposito nazionale?
Al di la di cosa è scritto nella legge, senza gli opportuni chiarimenti è complicato capire qual è la tipologia di deposito di scorie nucleari che si vuole realizzare. In funzione della dovuta e necessaria trasparenza rispetto al processo d’individuazione delle aree abbiamo chiesto chiarimenti ai Ministeri competenti e alla Sogin, che nonostante il successo della protesta di Scanzano, ci ha lasciato una ferita aperta. Se non ci saranno le risposte che attendiamo sarà compromesso il rapporto di dialogo con il nostro territorio con il rischio di riaccendere una fiamma pacifica e determinata per la difesa della nostra  madre terra.
Invitiamo i cittadini, le associazioni e le istituzioni e tenere alta la guardia. Questa volta nessuno può dire che io non sapevo.
Donato Nardiello, presidente
ScanZiamo le Scorie

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