L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 maggio 2015

Scuola pubblica, rottamare, rottamare rottamare, rott....

Riforma della scuola, gli emendamenti non cambiano la frittata

di redazione

Marco Barone - Il testo del disegno di legge che vuole riformare la scuola, e che ha visto il cinque maggio oltre 600 mila lavoratori dire no, con uno sciopero imponente e con adesioni impressionanti, per come rivisto dalla Commissione VII, non muta nella sua struttura, nella sua architettura, anzi per alcuni aspetti è anche peggiorativo.
Da un lato il nozionismo, la sintesi del testo originario, è stata ampliata in via discorsiva, come si può notare a titolo esemplificativo dall'articolo 2 lettera D dove l'originario “ potenziamento delle conoscenze e delle competenze in materia di diritto e di economia, inclusa la conoscenza dei princìpi e delle azioni di cittadinanza attiva” diventa “sviluppare competenze di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace per il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture; sostenere l’assunzione di responsabilità nonché la solidarietà e cura dei beni comuni e la consapevolezza dei diritti e dei doveri; potenziamento delle conoscenze in materia di diritto e di economia, di alfabetizzazione economico-finanziaria, di educazione all’autoimprenditorialità”.
Introducendo, dunque, il concetto di educazione all'auto-imprenditorialità.  Già. Ciò comunque ha una sua logica, il concetto fondamentale, quale quello della scuola lavoro, rimane intaccato, viene estesa la possibilità di esercitarla anche all'estero, ma nello stesso tempo si continua ad insistere sulla questione delle competenze e del curriculum dello studente ed ora rispetto alla versione originaria, “nell'ambito dell'esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, nello svolgimento dei colloqui la commissione d'esame tiene conto del curriculum dello Studente”.
Quello che è stato chiuso, in parte, dalla porta del processo di "ascolto", entra dalla finestra. Se l'intervento dei soggetti esterni, e privati, sembra essere meno invadente, rispetto al testo originario, nella formulazione del piano triennale, che continua a sussistere, questo dovrà tenere conto, ora “ dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale”.
Da un lato nel piano triennale si recepisce quanto era d'obbligo recepire, cosa che nel testo originario non emergeva “il Piano triennale dell’offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità di genere, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti ed i genitori sulle relative tematiche”.
Però dall'altro lato è sempre funzionale all'organico dell'autonomia che a sua volta è collegato all'albo territoriale che resiste e persiste. Ora si precisa, ad esempio, che “l'organico dell'autonomia è funzionale alla realizzazione del piano triennale dell'offerta formativa ed è impiegato per attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento. E' assegnato alle istituzioni scolastiche sulla base del fabbisogno espresso nel piano triennale e nel limite delle risorse finanziarie disponibili”.Si è anche scritto che “Nei periodi di sospensione dell’attività didattica, le istituzioni scolastiche e gli enti locali, anche in collaborazione con le famiglie interessate, le realtà associative del territorio e del terzo settore, promuovono attività educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive da svolgersi presso gli edifici scolastici”. Il potere dei dirigenti scolastici rimane forte, di stampo manageriale.
Ed infatti, “Il dirigente, per la copertura dei posti dell’istituzione scolastica, propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti. Il dirigente scolastico può utilizzare il personale docente in classi di concorso diverse da quelle per le quali è abilitato, purché possegga titoli di studio, validi per l’insegnamento della disciplina, percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire.” Rispetto alle rimostranze iniziali aumenta il fondo per dirigenti scolastici.
Il Fondo è altresì incrementato di ulteriori da 35 a 46 milioni di euro nell’anno 2016 e da14 a 17 milioni di euro per il 2017. Si introduce il comitato di valutazione dei docenti di seguito denominato «Comitato». “ Il Comitato ha durata di tre anni scolastici, è presieduto dal dirigente scolastico ed è costituito dai seguenti componenti individuati dal Consiglio di istituto: a) due docenti dell'Istituzione scolastica; b) due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell'infanzia e il primo ciclo di istruzione; ovvero un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione”.
Insomma, pur con qualche modifica, e qualche integrazione e nuova previsione, l'architettura di questo disegno di legge non muta, per alcuni aspetti è anche peggiorato, ed è da rispedire al mittente in toto, come ben hanno evidenziato la maggioranza quasi assoluta dei diretti interessati. Se così non sarà, sicuramente si valuteranno tutti gli strumenti possibili per contrastare questa riforma, ivi inclusa, qualora  il suo percorso abbia seguito, quella del referendum abrogativo

http://www.orizzontescuola.it/news/riforma-della-scuolagli-emendamenti-non-cambiano-frittata

Nessun commento:

Posta un commento