L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 15 maggio 2015

Squinzi è cretino dovrebbe sapere che sono gli interessi che fanno aumentare il debito pubblico

Bankitalia: a marzo debito pubblico sale a 2.184 miliardi, entrate tributarie +0,6%

    Il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato in marzo di 15,3 miliardi, a 2.184,5 miliardi, superando il precedente massimo di 2.169 toccato nel mese di febbraio. Lo comunica Banca d'Italia nel Supplemento “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” nel quale si segnala anche che le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a marzo a 27,7 miliardi, in aumento dello 0,6 per cento (0,2 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2014.
    A marzo nuovo record per il debito a 2.184,5 miliardi
    L'incremento del debito, spiega Bankitalia, è stato inferiore al fabbisogno del mese (18,6 miliardi), grazie all'effetto complessivo dell'emissione di titoli sopra la pari, dell'apprezzamento dell'euro e della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione (3,1 miliardi) e alla diminuzione di 0,2 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (a fine marzo pari a 78,9 miliardi; 61,9 miliardi a fine marzo 2014). Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali aumentato di 14,2 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 1,1 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.
    Squinzi: dati debito attesi, tagliare la spesa pubblica
    L'aumento del debito pubblico indicato oggi da Bankitalia «credo sia un meccanismo tecnico, erano dati attesi e tutti gli istituti avevano previsto che quest'anno il debito sarebbe aumentato». Così Giorgio Squinzi, al suo arrivo alla Conferenza sul diritto dell'energia del Gse. Il presidente di Confindustria ha aggiunto: «Bisogna incominciare a pensare a tagliare la spesa pubblica».
    Entrate tributarie: 27,7 miliardi a marzo, +0,6% su anno
    In base ai dati contenenuti nel bollettino Bankitalia, inoltre, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a marzo a 27,7 miliardi, in aumento dello 0,6% (0,2 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2014. Nel primo trimestre 2015 le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 85,7 miliardi, sostanzialmente in linea con quelle relative allo stesso trimestre dell'anno precedente.

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-05-14/bankitalia-marzo-debito-pubblico-sale-2184-miliardi-entrate-tributarie-06percento-101528.shtml?uuid=ABcUh7fD

    Nessun commento:

    Posta un commento