L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 maggio 2015

Stati Uniti, il paese culturalmente ha già perso

A lottare contro l'ISIS non c'è nessuno, se non l'Iran. Il Generale Qassem Suleimani

A lottare contro l'ISIS non c'è nessuno, se non l'Iran. Il Generale Qassem Suleimani
 

"Questo non rende evidente che l'America non ha nessuna intenzione di affrontare il problema?"


Il Generale responsabile delle attività paramilitari iraniane in Medio Oriente ha detto che gli Stati Uniti e le altre potenze stanno fallenso nel confrontarsi con l'ISIS e solo l'Iran è impegnato in un questo compito.

Il Maggior Generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds d'élite responsabile per la tutela degli interessi della Repubblica islamica all'estero, è diventato un volto familiare sui campi di battaglia dell'Iraq.
 
"Oggi, nella lotta contro questo pericoloso fenomeno, nessuno è presente, tranne l'Iran", riporta l'agenzia di stampa Tasnim.
 
Il gruppo militante sunnita ha preso città chiave in Iraq e in Siria la scorsa settimana, avendo la meglio sulle forze regolari di entrambi i paesi con apparente facilità.
 
"Obama non ha fatto un bel niente finora per affrontare il Daesh: questo non rende evidente che l'America non ha nessuna intenzione di affrontare il problema?"
 
"Come è possibile che l'America afferma di proteggere il governo iracheno quando a pochi chilometri di distanza a Ramadi avvengono omicidi e crimini di guerra e non interviene?"

"Dovremmo immunizzare le nostre frontiere contro questo grande male e dobbiamo aiutare i paesi che soffrono sotto il Daesh," ha detto Soleimani, citato dall'agenzia Mehr, in un discorso ai membri dell'IRGC nella città di Kerman.
 

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